Fuori Campo 6 chiude la sesta edizione al Castello Angioino di Savuto, con proiezioni, incontri con autori e approfondimenti sul cinema indipendente e sul rapporto tra cultura e territorio
Si è conclusa a Cleto, in provincia di Cosenza, la sesta edizione di Fuori Campo, il progetto itinerante dedicato alla promozione del cinema d’autore italiano indipendente e alla valorizzazione del patrimonio artistico e architettonico calabrese. Le ultime due giornate della rassegna, venerdì 30 e sabato 31 ottobre, hanno avuto come scenario il Castello Angioino di Savuto, trasformato in uno spazio di confronto tra registi, produttori, attori, scrittori, critici e appassionati della settima arte.
La manifestazione è curata da Rete Cinema Calabria, collettivo dei professionisti del cinema e dell’audiovisivo calabresi guidato da Ivana Russo, e si è sviluppata attraverso due appuntamenti: il primo, il 17 e 18 ottobre, al Castello di Serragiumenta, nel comune di Altomonte; il secondo, il 30 e 31 ottobre, a Cleto. Quattro giornate complessive tra proiezioni, documentari, presentazioni editoriali e incontri con professionisti del settore, unite dal tema scelto per questa edizione: “Il Cinema e il Tempo ritrovato”.
Il filo conduttore ha attraversato opere e testimonianze capaci di mettere in relazione le identità locali con narrazioni universali. Al centro, il valore del tempo lento, inteso non soltanto come scelta estetica, ma come strumento per raccontare esperienze, comunità e storie spesso oscurate dalla velocità della contemporaneità.
La giornata di venerdì si è aperta con una visita alla frazione di Savuto, accompagnata da Anthony Russo, per conoscere il borgo e la storia della fortezza medievale che ospita la manifestazione. Il Castello Angioino, noto anche come “Il Guardiano del Fiume” per la sua posizione strategica, ha accolto l’apertura della seconda tappa della rassegna. Dopo l’introduzione di Ernesto Orrico e il saluto istituzionale del sindaco Armando Bossio, affiancato dal vicesindaco Eugenio Vairo e dalla presidente del Consiglio comunale Maria Briglio Nigro, è stato proiettato “L’anima delle pietre”, video realizzato da Francesco Cristiano. Attraverso immagini e testimonianze, il videomaker cosentino racconta la riscoperta di Cleto e il legame con chi abita il borgo.
Il primo confronto della giornata ha avuto come tema “Il paesaggio, palcoscenico di cultura materiale e immateriale”, con l’intervento di Giuseppe Tagarelli, primo ricercatore dell’Istituto di Studi sul Mediterraneo del Consiglio Nazionale delle Ricerche. La relazione ha approfondito il paesaggio come spazio complesso, nel quale gli elementi visibili si intrecciano con conoscenze, memorie ed esperienze condivise.
Spazio poi a Focus Calabria, la sezione dedicata ai registi emergenti, con la proiezione di “Puca” di Sara Scalera, in concorso alla Settimana della Critica della Mostra del Cinema di Venezia 2026 e sostenuto dalla Calabria Film Commission, e “E-I-E-I-O” di Noemi Arfuso, premiato come Miglior cortometraggio alla Settimana della Critica – SIC@SIC della Mostra del Cinema di Venezia 2026.
Tra gli ospiti della rassegna anche Cecilia Ermini, film curator e critica cinematografica, collaboratrice della Mostra del Cinema di Pesaro e di Archivio Aperto, nonché autrice per Il Manifesto. Il suo dialogo sul cinema italiano e sulle nuove produzioni ha coinvolto Alessio Pasqua, fondatore insieme a Benedetta Scagnelli della casa di produzione Yagi Media e produttore di “Gioia mia”. Raccontando la genesi del progetto di Margherita Spampinato, Pasqua ha ricordato la scelta di finanziare autonomamente il film: «Con “Gioia mia” – ha detto Pasqua – abbiamo fatto una cosa che non si fa mai: l’abbiamo finanziato noi interamente, senza fondi ministeriali o regionali. Una follia. Per fortuna però i risultati sono arrivati, e per questo non potevamo essere più soddisfatti di così».
Il film ha ottenuto diversi riconoscimenti, tra cui il premio per la Miglior opera prima ai Globo d’oro 2026, il Premio Speciale della Giuria CINÉ+ al Locarno Film Festival 2025, il Nastro d’Argento 2026 SNCCI, il Premio Speciale BNL BNP Paribas e il riconoscimento del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani. Nel 2026 sono arrivati anche i premi per la Miglior regista esordiente a Spampinato e per la Migliore attrice protagonista ad Aurora Quattrocchi ai David di Donatello. La giornata si è conclusa proprio con la proiezione di “Gioia mia” (2025), opera prima che affronta il confronto tra generazioni e le tensioni tra modernità e passato, ragione e religione, restituendo spazio ai legami umani attraverso il racconto di un tempo più lento.
Sabato 31 ottobre il programma è ripreso con una visita al borgo di Cleto e al Castello Normanno di Petramala, accompagnata ancora da Anthony Russo. Il percorso tra le strade del paese ha condotto fino ai resti della fortezza di origine bizantino-normanna, da cui si apre una vista panoramica sul territorio. La mattinata è proseguita presso l’azienda agricola Spina, dove i partecipanti hanno potuto conoscere le fasi della lavorazione delle olive, dalla raccolta alla spremitura e all’estrazione dell’olio, con una degustazione di piatti legati alla tradizione.
Nel pomeriggio, al Castello di Savuto, dopo l’introduzione di Ernesto Orrico e il saluto del sindaco Armando Bossio, Mariarosaria Donato ha presentato il volume “Mario Gallo/Nel nome del Cinema”, pubblicato dalla Cineteca della Calabria e presentato in anteprima al Salone Internazionale del Libro di Torino 2026. A dialogare con l’autrice è stata Loredana Ciliberto, presidente dell’associazione Fata Morgana. L’incontro ha ripercorso il lavoro di ricerca della Cineteca sulle figure di cineasti di origine calabrese, tra cui Tony Gaudio, Nicholas Misuraca e Mario Gallo.
Il libro ricostruisce la vita e l’attività di Gallo, regista, sceneggiatore, critico cinematografico e produttore di autori come Federico Fellini, Luchino Visconti, Bernardo Bertolucci, i fratelli Taviani e Marco Bellocchio. Il suo contributo è stato approfondito anche attraverso il materiale iconografico e le testimonianze raccolte da Donato, comprese quelle dei figli Marco e Maurizio.
Un ulteriore momento di confronto ha visto la partecipazione di Giampaolo Calabrese, direttore della Calabria Film Commission, che ha illustrato le nuove produzioni realizzate nella regione e il percorso di crescita del comparto audiovisivo calabrese, con le opportunità professionali e le nuove competenze sviluppate negli ultimi anni. Nel suo intervento ha richiamato anche il rapporto tra produzioni e comunità locali, citando Cleto come uno dei set del film “Il Vangelo di Giuda” di Giulio Base. Alcune scenografie della pellicola sono ancora custodite all’interno del Castello Angioino di Savuto.
La sezione Focus Calabria è proseguita con altri due cortometraggi: “Il pezzo” di Kimberly Scarsella, selezionato al Raindance Film Festival, e “Velocità di fuga” di Andrea Belcastro, che ha ottenuto numerosi riconoscimenti, tra cui il premio per il Miglior corto di fantascienza al Riff South Bank 2025, quello per il Miglior montaggio al Voghera Film Festival 2025 e il premio per il Miglior corto sperimentale all’Amarcort Film Festival 2025. A questi si aggiungono il riconoscimento come Miglior cortometraggio al Gelsomini Film Festival 2025 e il premio Athena Nike come Miglior attore al protagonista Alessandro Cosentini.
Il confronto sul cinema indipendente è continuato con Cecilia Ermini, Andrea Belcastro e Fabrizio Nucci, produttore de “Il pezzo” e presidente di Open Fields Productions. Nel corso dell’incontro sono intervenuti anche il critico cinematografico Tonino De Pace, del circolo Zavattini di Reggio Calabria, ed Ernesto Orrico. Belcastro, fondatore insieme a Francesco Aiello della casa di produzione È-pos Film, ha raccontato il percorso dei propri documentari e cortometraggi e la realizzazione di “Velocità di fuga”: un progetto sviluppato nell’arco di quasi dieci anni, girato tra Roma e le Valli Cupe catanzaresi e autoprodotto con un budget contenuto.
Nucci ha invece approfondito il ruolo del produttore e l’esperienza maturata in oltre dieci anni alla guida di Open Fields Productions, ribadendo l’importanza di sostenere storie e territori attraverso il cinema indipendente e la collaborazione tra autori, maestranze e società di produzione. Nel dialogo è emersa anche la necessità di garantire maggiore visibilità alle opere indipendenti, attraverso la televisione, le sale cinematografiche, i circoli culturali e le scuole.
Tra gli ospiti del pomeriggio anche Anna Maria De Luca, attrice di teatro, cinema e televisione, presente nel cast di “Il mio posto è qui” di Daniela Porto e Cristiano Bortone. L’attrice ha condiviso con il pubblico alcuni episodi della propria esperienza nel cinema realizzato in Calabria, soffermandosi anche sul coinvolgimento delle comunità locali nelle produzioni e sulla propria carriera. Ha inoltre espresso apprezzamento per il lavoro con i giovani registi, che considera più aperti e flessibili.
A chiudere la manifestazione è stata la proiezione di “Il mio posto è qui” (2024), trasposizione cinematografica del romanzo scritto dalla stessa Daniela Porto e sostenuta dalla Calabria Film Commission. Ambientato nel 1964 e girato in parte a Gerace, il film racconta l’amicizia tra una donna e un uomo, affrontando i temi della diversità di genere e dell’omosessualità in un contesto storico e sociale segnato da una cultura patriarcale. La pellicola ha ricevuto il premio Giuliano Montaldo per la Miglior Regia e il premio Mariangela Melato come Migliore Attrice a Ludovica Martino al Bif&st 2024 – sezione Nuovo Cinema Italiano, oltre al Premio Nuovo Imaie assegnato a Martino e Marco Leonardi al Nastro d’Argento 2024.

















