Musei Calabria al centro del rinnovamento culturale: a Cosenza si insedia il nuovo Comitato scientifico della Direzione regionale con l’obiettivo di rafforzare identità, rete museale e valorizzazione del patrimonio
Musei Calabria entrano in una nuova fase di sviluppo con l’insediamento del Comitato scientifico della Direzione regionale Musei nazionali Calabria, avvenuto a Cosenza presso Palazzo Arnone, segnando un passaggio chiave nel processo di riorganizzazione del sistema culturale regionale.
Il nuovo organismo, istituito con decreto ministeriale, sarà guidato dal direttore Fabrizio Sudano e composto da figure di alto profilo nel panorama accademico e museale: Maria Cerzoso, Anna Cipparrone, Carmelo Malacrino e Spartaco Pupo. Una squadra multidisciplinare chiamata a orientare le strategie di sviluppo e valorizzazione dei musei calabresi nei prossimi cinque anni.
Durante la riunione inaugurale, Fabrizio Sudano ha tracciato le tappe della riforma che ha portato alla nascita della nuova Direzione regionale Musei nazionali Calabria, sottolineando come l’attivazione del Comitato rappresenti il completamento di un percorso istituzionale volto a rendere più efficiente e integrato il sistema museale.
Tra le linee operative illustrate, particolare rilievo è stato dato ai progetti previsti per il 2026, tra cui il festival di arte contemporanea “Art Week-Blooming”, la campagna digitale “Musei in Reel” e una serie di mostre, convegni e iniziative scientifiche distribuite sul territorio. L’obiettivo è rafforzare la rete museale regionale, rendendola più accessibile e attrattiva anche attraverso strumenti innovativi di comunicazione.
Nel corso dell’incontro è stato inoltre approvato all’unanimità lo Statuto della nuova Direzione, ponendo le basi per una governance orientata a valorizzare non solo il patrimonio artistico, ma anche la memoria civile e l’identità culturale della Calabria.
L’indirizzo condiviso punta a coinvolgere in modo sempre più attivo le nuove generazioni, affinché possano riconoscersi nei luoghi della cultura e sviluppare una maggiore consapevolezza del proprio patrimonio storico.
Il Comitato scientifico resterà in carica per un quinquennio, con il compito di accompagnare e indirizzare le politiche culturali regionali verso modelli più innovativi, inclusivi e capaci di valorizzare le eccellenze del territorio.

















