Reggio Calabria, maxi-operazione “Ercole”: 9 arresti per traffico di anabolizzanti e farmaci dopanti
Questa mattina, tra le province di Reggio Calabria, Catania e Firenze, i Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, con il supporto dei reparti territorialmente competenti e l’ausilio dei Carabinieri del NAS e dei Cacciatori di Calabria, hanno eseguito un’ordinanza di misura cautelare personale emessa dal Tribunale di Palmi su richiesta della Procura locale.
Le misure hanno colpito 9 persone: 3 agli arresti domiciliari, 6 con obbligo di dimora nel comune di residenza e 1 con obbligo di firma, tutte ritenute responsabili, a vario titolo, di commercio di sostanze anabolizzanti, farmaci stupefacenti, somministrazione di farmaci dopanti per alterare le prestazioni agonistiche, ricettazione, esercizio abusivo di professione e somministrazione di farmaci pericolosi per la salute pubblica.
Contestualmente, insieme alla Guardia di Finanza, è stato disposto il sequestro preventivo di beni mobili e immobili per un valore complessivo di oltre 100.000 euro, riconducibili a due degli indagati, ritenuti frutto del commercio illecito.
L’indagine ha portato alla luce le responsabilità penali di 20 persone complessive, tra cui un appuntato scelto dei Carabinieri del ruolo forestale. Tra gli arrestati ai domiciliari figura Gullì Carmelo, 50enne reggino, preparatore atletico e sportivo, e appunto carabiniere forestale. Con lui, sono stati arrestati Fazzari Roberto, 30 anni, e Crupi Felice, 43 anni. L’obbligo di dimora ha riguardato altri sei soggetti, mentre l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria è stato disposto per Foti Giuseppe, 26 anni, di Ferruzzano.
L’operazione, denominata “Ercole”, nasce da un’attività investigativa complessa avviata nell’ottobre 2017 dalla Compagnia Carabinieri di Taurianova, con il supporto specialistico del NAS di Reggio Calabria e sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Palmi, diretta dal Procuratore Capo Ottavio Sferlazza. L’inchiesta era scaturita dalla morte sospetta di un 40enne taurianovese, inizialmente attribuita a un arresto cardio-respiratorio.
Le indagini hanno ricostruito come l’uomo facesse sistematicamente uso di farmaci e sostanze anabolizzanti somministrati da Gullì Carmelo, preparatore atletico e carabiniere, senza alcuna competenza medico-sanitaria. Il metodo prevedeva piani personalizzati combinanti esercizi fisici, diete e assunzione di farmaci dopanti, venduti dietro pagamento.
Con il progredire dell’indagine, è emerso un vasto mercato illecito di anabolizzanti e farmaci dopanti, con epicentro in diverse palestre della provincia di Reggio Calabria e ramificazioni fino a livello nazionale. I clienti, sia atleti amatoriali sia professionisti, venivano istruiti e talvolta forniti direttamente dei farmaci vietati, tra cui GH, nandrolone, trembolone, Stanazolo e testosterone, provenienti prevalentemente dall’estero, con pagamenti anche in bitcoin e contanti. Alcune farmacie locali, in alcuni casi, avevano ceduto farmaci soggetti a prescrizione a persone non autorizzate, aumentando il rischio per la salute pubblica.
Durante le indagini sono state sequestrate oltre 8.000 fiale e compresse, vendute a prezzi tra i 10 e i 400 euro ciascuna. L’inchiesta ha documentato un giro d’affari di centinaia di migliaia di euro, alimentato dalla fiducia dei frequentatori delle palestre verso figure carismatiche, spesso improvvisate medici o nutrizionisti, che lucravano sulla salute altrui.
Particolarmente grave è l’inclusione nella rete criminale di un appartenente alle Forze dell’Ordine. L’appartenenza di Gullì Carmelo all’Arma dei Carabinieri, infatti, ha aggravato la sua condotta, rendendo più credibile la sua figura agli occhi dei clienti, tra cui anche alcuni colleghi. L’operato dei Carabinieri reggini ha comunque garantito un intervento immediato e rigoroso, bloccando la rete di traffico e somministrazione illecita di sostanze dopanti.

















