Aggressione ad un giornalista a Reggio Calabria: individuati e denunciati gli aggressori

Questura Reggio Calabria
Questura Reggio Calabria

Il giornalista è stato aggredito il 31 agosto mentre stava effettuando delle videoriprese a San Brunello

Nella serata del 31 agosto scorso, un giornalista di una nota emittente televisiva locale è stato vittima di un brutale attacco mentre effettuava delle videoriprese in una strada del quartiere San Brunello a Reggio Calabria, dove si era verificato un incidente stradale autonomo. Gli autori di questo vile atto sono stati identificati e denunciati dagli Agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico di Reggio Calabria.

La situazione è degenerata quando il reporter è stato notato dai familiari del conducente dell’auto coinvolta nell’incidente. Invece di consentire al giornalista di svolgere il suo lavoro, questi individui hanno optato per minacce di morte e violenza fisica.

In uno sforzo per cercare rifugio, il giornalista ha cercato di entrare in un’attività commerciale nelle vicinanze, ma è stato inseguito e brutalmente aggredito da cinque uomini che hanno continuato a riversare su di lui la loro furia con parole violente e comportamenti aggressivi.

La situazione ha richiesto l’intervento tempestivo delle pattuglie della polizia, con il supporto del personale della Divisione Investigazioni Generali e Operazioni Speciali (DIGOS). Grazie all’azione rapida delle forze dell’ordine, gli aggressori sono stati fermati e denunciati per lesioni personali. Nel frattempo, il giornalista ferito è stato trasportato d’urgenza al pronto soccorso del Grande Ospedale Metropolitano, dove è stato valutato con diversi traumi contusivi che richiederanno un periodo di recupero di sette giorni.

Questo episodio di violenza nei confronti di un giornalista è una chiara violazione della libertà di stampa e dell’integrità delle persone che lavorano per informare il pubblico. La denuncia e l’identificazione degli aggressori rappresentano un passo importante verso la giustizia in questo caso. La società deve condannare tali atti di violenza e lavorare insieme per proteggere la libertà di stampa e il diritto dei giornalisti di svolgere il loro lavoro in sicurezza.