Il morzello di Catanzaro su Rai 1 e Linea Verde Life

Morzello
Morzello

Catanzaro celebra la tradizione culinaria: Linea Verde Life svela i segreti e l’identità del morzello, il piatto simbolo della città, preparato con maestria da Antonio Calarco

Poco più di un anno dopo, il 18 ottobre, il piatto più famoso della cucina di Catanzaro, il morzello ha nuovamente fatto capolino sullo schermo del canale principale della Rai, questa volta durante la trasmissione “Linea verde Life”, in collaborazione con l’associazione Antica Congrega Tre Colli.

Il programma itinerante, guidato da Elisa Isoardi e Monica Caradonna, ha fatto tappa nella città dei Tre Colli e, trattando anche la cucina locale, non ha potuto fare a meno di mettere in evidenza il baluardo della tradizione culinaria del capoluogo di Regione.

Accanto al Presidente dell’associazione, Francesco Bianco, numerosi membri della “congrega”, con il loro caratteristico mantesino rosso, hanno contribuito alla rappresentazione dell’amato “morzello”, in un pomeriggio autunnale all’insegna dell’antica tradizione culinaria.

Le riprese, destinate alla messa in onda il prossimo novembre, hanno mostrato la conduttrice Elisa Isoardi mentre esplorava il contesto con il Presidente Bianco, che le ha offerto una panoramica dettagliata di questo piatto peculiare e profondamente radicato nell’identità locale.

La storia di questo piatto, dalle umili origini tra le classi meno abbienti fino a diventare simbolo di tradizione e sentimento popolare, ha catturato l’attenzione e l’interesse della conduttrice, soprattutto durante il momento cruciale della degustazione, preparata con maestria da Antonio Calarco, proprietario della “Slurperie Bistrot”, un tempo conosciuta come una rinomata “putica”.

Questo contesto unico si è svolto lungo la strada che porta al locale in questione, situato in Vico I Piazza Roma a Catanzaro, rinominata “Ruga d’o morzeddhu” dall’Antica Congrega Tre Colli, che ha collocato una targa commemorativa nel settembre 2021.

Una vera soddisfazione per il Presidente Bianco e per tutti i membri della congrega, che, su un palcoscenico così importante, hanno contribuito ulteriormente alla difesa e alla promozione di una prelibatezza gastronomica d’eccellenza, testimonianza di una ricchezza ereditata dal passato e, allo stesso tempo, un elemento identitario da preservare e promuovere senza interruzioni.