Il presidente del Consorzio Ionio Catanzarese Grazioso Manno denuncia il divario tra i vitalizi dei politici calabresi e le pensioni minime, chiedendo l’abolizione del sistema
La notizia dei “doppi e anche tripli vitalizi dei pensionati d’oro calabresi è davvero sconvolgente e ha dell’incredibile”. Così commenta Grazioso Manno, presidente del Consorzio Ionio Catanzarese, la rendita riferita tutta a uomini politici che sono stati consiglieri regionali, parlamentari italiani e/o parlamentari europei.
“Mi dispiace che fra questi vi siano anche cari amici ma, leggendo le cifre, mi viene da dire una sola frase: “Che schifo”. Si parla di cifre da migliaia e migliaia di euro, mentre la stragrande maggioranza dei calabresi non supera i 500 euro di pensione. Inoltre, molti calabresi non sanno se e quando prenderanno la pensione e moltissimi non la prenderanno mai perché disoccupati. E che dire della “deportazione” di tantissimi giovani che ogni anno, a migliaia, emigrano al Nord, in Europa e in altre parti del mondo: basta andare in questi giorni negli aeroporti, stazioni ferroviarie e dei pullman per rendersene conto.
Ripeto: “È uno schifo”, pensando tra l’altro che il sottoscritto, come presidente del Consorzio di Bonifica (con responsabilità enormi), percepisce la bellezza, si fa per dire, di 1.600,14 euro mensili. E tale “favolosa” indennità non dà diritto ad alcuna pensione. Domanda: ma è giusto tutto ciò? È equo tutto ciò? È normale tutto ciò?
Per me è uno schiaffo alla povertà, un affronto ai disoccupati, un “attentato” alla Costituzione che dovrebbe garantire tutti i cittadini allo stesso modo. Su questa vicenda condivido in pieno la battaglia del Movimento 5 Stelle: aboliamo i vitalizi e, per quanto mi riguarda, anche in maniera retroattiva.
Cristo lo farebbe subito, perché è come togliere i mercanti dal tempio“.

















