Furto di un furgone pieno di scarpe a Scalea: due arresti a Casoria

Carabinieri
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Recuperato furgone rubato contenente 1.158 paia di scarpe di diversi marchi dal megastore di calzature a Scalea, con un valore stimato di 80.000 euro

Operazione riuscita per i Carabinieri della Sezione Radiomobile di Casoria, la cui attenzione si è concentrata su un furgone sospettato di essere coinvolto in un furto. La svolta è arrivata da una preziosa segnalazione dei colleghi di Scalea, in Calabria, che ha permesso di individuare il veicolo commerciale trafugato da un noto megastore di calzature della zona. Il furgone è stato individuato nel parcheggio di un centro commerciale situato in via San Salvatore, a pochi chilometri di distanza dalla caserma di Casoria, lasciando presagire la possibilità di un bottino di considerevole entità al suo interno.

Sulla base delle informazioni fornite, i militari si sono rapidamente avvicinati al luogo indicato dal segnale del GPS e hanno avuto la conferma visiva della presenza del furgone rubato, che si trovava sotto la sorveglianza di due individui sospetti. Al momento dell’intervento, l’identificazione di quest’ultimi ha rivelato che essi erano in possesso delle chiavi non solo del veicolo in questione, ma anche di un secondo furgone, parcheggiato a breve distanza.

All’interno dei cassoni dei veicoli, sono stati rinvenuti ben 1.158 paia di scarpe di diversi marchi, accuratamente imballate e pronte per essere smistate sul mercato illegale. Il valore complessivo della merce rubata è stato stimato in circa ottantamila euro, un colpo che avrebbe causato ingenti perdite al legittimo proprietario.

I responsabili di questo furto di notevole portata sono stati identificati come due giovani di età compresa tra i 22 e i 23 anni, entrambi residenti a Poggioreale. La loro frettolosa tentata fuga è stata però interrotta dall’intervento tempestivo delle forze dell’ordine, che li hanno arrestati con l’accusa di furto aggravato. I due giovani malviventi, dopo essere stati sottoposti a ulteriori accertamenti, verranno ricondotti nelle loro terre d’origine per essere rinchiusi nelle celle del carcere locale, in attesa del processo e della giusta punizione per il loro misfatto.

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