“Atlante delle Sirene”, il teatro entra nella Comunità Ministeriale di Catanzaro

“Atlante delle Sirene”, il teatro entra nella Comunità Ministeriale di Catanzaro
“Atlante delle Sirene”, il teatro entra nella Comunità Ministeriale di Catanzaro

“Atlante delle Sirene” nella provincia di Catanzaro: il progetto di pedagogia teatrale promosso da Hermit Crab porta il teatro dentro la Comunità Ministeriale per minori, tra laboratori, mitologia e percorsi di inclusione che coinvolgono educatori, operatori e giovani ospiti in un’esperienza condivisa tra febbraio e maggio

“Atlante delle Sirene” nella provincia di Catanzaro diventa un percorso di teatro sociale e pedagogia teatrale che supera la dimensione laboratoriale per trasformarsi in esperienza educativa e relazionale all’interno della Comunità Ministeriale per minori. Il progetto, appena concluso, ha coinvolto giovani ospiti, operatori e realtà del territorio in un lavoro durato diversi mesi, costruito attorno al linguaggio della scena e alla forza del racconto condiviso.

Il laboratorio, avviato il 24 febbraio e concluso ufficialmente il 7 maggio, è stato curato da Ester Tatangelo e Stefano Cuzzocrea, con la promozione dell’associazione Hermit Crab. Il percorso ha intrecciato improvvisazione, teatro animato e pratiche di espressione corporea, ispirandosi alla figura mitologica delle sirene, creature sospese tra mondi diversi, simbolo di confine e trasformazione.

Il lavoro ha progressivamente costruito uno spazio di incontro tra dimensione artistica e dimensione educativa, in cui il teatro è diventato strumento di ascolto e narrazione. L’obiettivo non è stato soltanto formativo, ma anche relazionale: creare connessioni tra la comunità interna della struttura e l’esterno, attraverso un linguaggio capace di abbattere distanze e stereotipi.

A sottolinearlo sono stati gli stessi curatori Ester Tatangelo e Stefano Cuzzocrea, che hanno evidenziato come il progetto sia nato da un’idea di ricerca doppia, interiore e collettiva, costruita su un gruppo eterogeneo composto da ospiti della struttura, educatori, operatori, volontarie della Croce Rossa e studentesse dell’Università “Magna Graecia” di Catanzaro. Un intreccio di presenze diverse che ha permesso un dialogo costante tra mondi solitamente separati.

Il momento finale del percorso si è svolto il 7 maggio con una restituzione interna alla Comunità Ministeriale, attraverso una dimostrazione scenica ispirata al mito di Ulisse e le sirene, rielaborato insieme a suggestioni tratte dall’opera di Kafka e dalla tradizione classica. L’evento si è svolto a porte chiuse, alla presenza del direttore Massimo Martelli e del dirigente Alan Gron del Centro per la Giustizia Minorile, nel rispetto della tutela dei minori coinvolti.

La scelta di mantenere la restituzione all’interno della struttura ha rafforzato la dimensione protetta del progetto, trasformando la performance in un momento di condivisione intima e controllata. Il successivo incontro dell’11 maggio ha invece aperto uno spazio di riflessione collettiva, un cerchio di confronto tra partecipanti ed équipe per rielaborare l’esperienza e consolidarne i significati.

Accanto alla dimensione performativa, il progetto ha previsto anche la costruzione di un archivio documentario. Il fotografo Angelo Maggio, l’illustratore Rocco Stranieri e la regista Barbara Rosanò hanno seguito le diverse fasi del laboratorio, realizzando materiali visivi e audiovisivi pensati per restituire il percorso senza alterarne la natura, nel rispetto della privacy dei partecipanti.

Nei prossimi mesi, l’associazione Hermit Crab, insieme all’associazione I Frati, promuoverà un momento pubblico di restituzione e confronto che coinvolgerà operatori, esperti e realtà impegnate nella pedagogia teatrale e nei contesti educativi complessi. L’iniziativa includerà la proiezione del video realizzato da Barbara Rosanò e l’esposizione dei materiali fotografici e illustrati prodotti durante il progetto.