“TAU. In segno d’amore”: le pagine intonse diventano un caso social

Claudio Baglioni ph. Alessandro Dobici
Claudio Baglioni ph. Alessandro Dobici

Pagine intonse per il libro “Tau. In segno d’amore”: il caso editoriale di Baglioni e del calabrese Caccamo fa discutere il web

Del nuovo libro Tau. In segno d’amore ne avevamo parlato ampiamente quando era stato possibile prenotare le copie.

Il volume scritto a quattro mani da Claudio Baglioni e Michele Caccamo ed edito da Castelvecchi, è già in ristampa. Eppure, la scelta coraggiosa e controcorrente della rilegatura artigianale intonsa ha mandato in tilt i lettori meno abituati, scatenando ironia, confusione e roventi dibattiti online.

C’è chi ha gridato all’errore di stampa, chi ha cercato risposte sul web con toni polemici e chi, armato di taglierino e pazienza, ha dato vita a una vera e propria tendenza digitale.

L’uscita di TAU. In segno d’amore — l’opera poetica e spirituale nata dall’incontro artistico insolito, in occasione degli ottocento anni dalla morte di san Francesco d’Assisi — non sta facendo parlare di sé soltanto per il profondo valore dei contenuti, ma soprattutto per un clamoroso e inatteso caso legato alla sua particolare veste editoriale.

Dallo sconcerto al tormentone social

Arrivato nelle librerie e negli store digitali dopo il successo della prevendita, il volume edito da Castelvecchi è andato esaurito al debutto ed è attualmente già in ristampa, accompagnato da un vero e proprio polverone mediatico sui social.

Al centro del dibattito e della polemica collettiva c’è una precisa e coraggiosa scelta editoriale dell’edizione numerata a tiratura limitata: rimettere il gesto fisico della lettura al centro dell’esperienza.

Le 228 pagine del libro sono infatti rigorosamente intonse e devono essere tagliate progressivamente dal lettore prima di poter essere sfogliate.

Una scelta fortemente voluta e coerente con la struttura dell’opera, in cui lo scorrere della lettura — scandito proprio dal taglio materiale dei fogli — accompagna l’individuo in un cammino spirituale sotto il segno del Tau, il simbolo scelto da san Francesco come emblema di salvezza e umiltà.

Tuttavia, nei primi giorni di commercializzazione, questa insolita confezione ha provocato un vero e proprio cortocircuito tra il pubblico. Molti lettori, meno abituati a questo tipo di edizioni artigianali di stampo classico, si sono trovati davanti a un volume apparentemente difettoso, chiedendosi con sconcerto e polemica se si trattasse di un macroscopico errore di fabbrica o di una negligenza della casa editrice.

Quel momento di iniziale smarrimento e di accesa discussione virtuale si è rapidamente trasformato in un fenomeno virale. Sui social network si è scatenata una vera e propria conversazione collettiva: fotografie di volumi bloccati, commenti perplessi, richieste di chiarimenti e persino tutorial dettagliati su come tagliare correttamente le pagine senza rovinare il testo hanno iniziato a circolare vorticosamente in rete.

Quella che per gli autori e per l’editore rappresenta una scelta simbolica e un richiamo alla tradizione si è così tramutata in una curiosità condivisa e in un dibattito acceso.

La copertina del nuovo libro di Claudio Baglioni e Michele Caccamo (fonte: pagina ufficiale Claudio Baglioni)
La copertina del nuovo libro di Claudio Baglioni e Michele Caccamo (fonte: pagina ufficiale Claudio Baglioni)

Otto notti, otto visioni, otto spoliazioni

Superata la barriera della rilegatura e le polemiche digitali, TAU. In segno d’amore svela la sua vera anima: un’invenzione poetica e morale articolata in otto notti, ispirata alle figure di san Francesco d’Assisi e sant’Antonio da Padova. Nel testo, il santo portoghese, malato e prossimo alla morte, riceve la presenza di Francesco non come semplice visione, ma come un richiamo all’origine più profonda della propria vocazione.

Le otto notti delineano un tempo interiore in cui la distanza tra i due protagonisti si assottiglia progressivamente. Il santo della parola, della predicazione e del sapere viene condotto verso il limite della conoscenza, dove ogni definizione deve cedere il passo al silenzio. Le fonti francescane, in particolare gli scritti di Tommaso da Celano e il Cantico delle creature, costituiscono la radice storica e spirituale dell’opera, in cui la povertà francescana assume un significato radicale: non solo rinuncia ai beni materiali, ma progressivo venir meno di ogni pretesa di possesso, del nome, dell’identità e della verità.

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