Locri, diagnosi della sincope più precise grazie al Task Force Monitor: la Cardiologia dell’ospedale avvia il percorso per diventare Syncope Unit e ridurre ricoveri e mobilità sanitaria
A Locri (RC) la Cardiologia compie un salto di qualità nella diagnosi della sincope, introducendo una tecnologia avanzata che punta a trasformare la gestione delle perdite di coscienza e a rendere l’ospedale un centro di riferimento.
Presso l’ospedale cittadino, la Struttura Complessa di Cardiologia – UTIC, Elettrofisiologia e Cardiostimolazione ha attivato il sistema Task Force Monitor, una piattaforma di ultima generazione che consente un’analisi emodinamica non invasiva estremamente dettagliata. Il dispositivo permette di monitorare parametri fondamentali come pressione arteriosa e gittata cardiaca in modo continuo, battito dopo battito, integrando anche lo studio del sistema nervoso autonomo.
Questa innovazione rappresenta un’evoluzione significativa rispetto agli esami tradizionali: il classico Tilt Test viene infatti trasformato in un’indagine completa, capace di distinguere con precisione tra diverse forme di sincope – neuro-mediata, cardiaca o ortostatica – migliorando così la qualità della diagnosi.
L’impatto sui pazienti è concreto: tempi più rapidi, meno esami ripetuti e una significativa riduzione dei ricoveri non necessari. Un aspetto tutt’altro che marginale, considerando che la sincope rappresenta fino al 5% degli accessi al Pronto Soccorso.
L’introduzione del Task Force Monitor è parte di un progetto più ampio promosso dall’ASP di Reggio Calabria, che mira a ottenere per la struttura il riconoscimento ufficiale come Syncope Unit, un’unità specialistica dedicata alla gestione completa di queste patologie.
«Abbiamo costruito questo percorso partendo da zero, con metodo e obiettivi chiari» – afferma Vittorio Aspromonte. «Oggi portiamo a Locri una tecnologia che cambia radicalmente la gestione della sincope e consolida il nostro progetto di crescita».
Alla base di questo sviluppo c’è una strategia precisa della direzione aziendale guidata da Lucia Di Furia, che ha sostenuto il rilancio della struttura con investimenti mirati, sia sul piano delle risorse umane che su quello dell’innovazione tecnologica.
L’obiettivo è quello di ridurre la mobilità sanitaria, offrendo ai cittadini della Locride servizi diagnostici avanzati direttamente sul territorio, in linea con gli standard nazionali.


















