Fondazione Rinascita e UNPLI Cosenza avviano il dialogo con amministratori, rappresentanti religiosi e promotori dei cammini culturali per definire tappe, servizi e prospettive dell’itinerario. Al centro anche il coinvolgimento dei giovani e dei calabresi nel mondo
Costruire un Cammino di Sant’Angelo d’Acri capace di collegare luoghi della fede, memoria storica e comunità locali: è questo l’obiettivo della tavola rotonda «Sui passi dei Santi: verso il Cammino di Sant’Angelo d’Acri», promossa nei giorni scorsi a Belvedere Marittimo (Cosenza) dalla Fondazione Rinascita e da UNPLI Cosenza. L’incontro ha riunito amministratori, rappresentanti del mondo religioso e referenti dei cammini culturali per avviare un confronto sulle condizioni necessarie a trasformare il progetto in un itinerario condiviso e fruibile.
La scelta di Belvedere Marittimo non è casuale. La città è legata a una fase importante della vicenda di Sant’Angelo d’Acri, nato ad Acri e conosciuto come Luca Antonio Falcone prima della vita religiosa. La sua ricerca vocazionale, maturata anche attraverso esitazioni e ripartenze, costituisce uno dei fili conduttori del progetto: una storia personale e spirituale che può diventare occasione di conoscenza e relazione tra territori.
La tavola rotonda si è svolta nel contesto delle celebrazioni dedicate a San Daniele Fasanella, patrono di Belvedere. Nei saluti istituzionali, il sindaco Vincenzo Cascini ha richiamato il legame della comunità con il santo, evidenziando il valore della devozione e del patrimonio religioso come elementi da conoscere, trasmettere e mettere in relazione con altre realtà della Calabria.
Un riferimento centrale per il futuro Cammino è il Convento dei Frati Cappuccini di Belvedere Marittimo. Nel suo intervento, fra Rocco Timpano ha approfondito le figure di San Daniele Fasanella e di Sant’Angelo d’Acri, soffermandosi sul significato spirituale del mettersi in cammino e sulla ricerca interiore che può dare senso a un percorso. Proprio nel convento intitolato al martire belvederese, il giovane Luca Antonio Falcone iniziò il terzo noviziato nel novembre del 1690, pronunciando la professione religiosa l’anno successivo.
La memoria di San Daniele e degli altri frati martiri si intreccia così con la storia di Sant’Angelo, facendo del convento una delle tappe previste per il nuovo itinerario. Un legame che conferisce al progetto una base storica e spirituale da valorizzare lungo il percorso.
Da Belvedere lo sguardo si è quindi spostato su Acri, città natale del santo. La presenza di Mario Bonacci, assessore alla Cultura del Comune di Acri, ha aperto una riflessione sulla collaborazione tra amministrazioni, con possibili sviluppi attraverso scambi culturali, attività educative e iniziative rivolte alla conoscenza reciproca.
Al confronto ha partecipato anche Virginia Mariotti, sindaca di San Marco Argentano, portando l’esperienza dei cammini calabresi. Il rapporto della città con la giovinezza di San Francesco di Paola e con la Via del Giovane è stato indicato come un riferimento con cui dialogare, mantenendo distinte le specificità storiche e spirituali dei diversi itinerari.
Gli aspetti più concreti della progettazione sono stati affrontati con Mario Martino, presidente del Consorzio di Gestione dei Cammini culturali. Tra le questioni da sviluppare figurano la selezione delle tappe, la verifica della coerenza e della percorribilità del tracciato, l’organizzazione delle informazioni per i visitatori e la definizione delle responsabilità di gestione. Elementi che dovranno accompagnare lo studio storico e la conoscenza dei luoghi nella successiva fase progettuale.
Il significato e le prospettive dell’iniziativa sono stati approfonditi anche da Alessandro Crocco, presidente della Fondazione Rinascita, e Antonello Grosso La Valle, presidente di UNPLI Cosenza. La costruzione del Cammino richiede una visione comune sul patrimonio da raccontare, sull’itinerario da individuare e sui servizi necessari, ma anche un coinvolgimento diretto delle comunità che custodiscono le testimonianze storiche e religiose.
Per Crocco, la conoscenza di Sant’Angelo d’Acri rappresenta il punto di partenza. La vicenda del giovane Luca Antonio, le domande sulla propria vocazione e le scelte maturate a Belvedere offrono spunti che possono parlare anche alle nuove generazioni. Da qui l’attenzione per il possibile coinvolgimento delle scuole e dei ragazzi, affinché il Cammino diventi anche uno strumento educativo, fondato sulla conoscenza delle fonti e dei luoghi legati alla vita del santo.
Grosso La Valle ha posto l’accento sul ruolo delle Pro Loco e del Terzo settore nella costruzione di un modello di turismo religioso capace di integrare la valorizzazione culturale con la partecipazione delle comunità e lo sviluppo locale. La rete associativa, grazie alla presenza diffusa sul territorio, può contribuire a collegare i luoghi della fede con il patrimonio identitario dei borghi, coinvolgendo le realtà dell’accoglienza e le attività economiche locali.
Tra le prospettive indicate figura anche la possibilità di favorire la destagionalizzazione dei flussi turistici e il rilancio dei centri più esposti allo spopolamento e alla progressiva desertificazione imprenditoriale. L’obiettivo è promuovere una fruizione più consapevole dei territori, nella quale il pellegrinaggio diventi occasione di incontro con le persone che li abitano e possa generare nuove opportunità culturali e ricettive, senza perdere la propria dimensione spirituale.
Il partenariato tra Fondazione Rinascita e UNPLI Cosenza punta dunque a integrare la ricerca storica con la ricognizione delle risorse locali, la partecipazione delle comunità e l’organizzazione dei servizi necessari. Un lavoro che dovrà tenere insieme il significato religioso dell’itinerario e la possibilità di far conoscere anche località meno frequentate.
Un’apertura verso l’esterno è stata delineata da Orlandino Greco, consigliere regionale e presidente della Consulta dei Calabresi nel Mondo. Nelle conclusioni, Greco ha richiamato il potenziale del Cammino nell’attrarre pellegrini e visitatori interessati al patrimonio spirituale calabrese, ma anche nel riavvicinare alla terra d’origine le comunità emigrate, soprattutto le nuove generazioni. La Consulta potrebbe favorire questo legame, mettendo in relazione le iniziative locali con le competenze e i rapporti delle comunità calabresi all’estero.
Greco ha inoltre evidenziato che la riuscita del progetto dipenderà dalla capacità di garantire condizioni adeguate di fruizione. Oltre alla percorribilità, sarà necessario organizzare l’accoglienza, rendere disponibili informazioni e predisporre servizi che consentano ai pellegrini di affrontare le diverse tappe.
Il consigliere regionale ha quindi manifestato l’intenzione di portare in Regione una proposta per il Cammino di Sant’Angelo d’Acri, indicando un possibile seguito istituzionale al confronto avviato a Belvedere Marittimo.
A coordinare la tavola rotonda è stata la giornalista Fabrizia Arcuri. Dal confronto è emersa la necessità di dare continuità al lavoro comune, facendo procedere insieme approfondimento storico, identità spirituale, progettazione dell’itinerario e organizzazione dei servizi, con il coinvolgimento delle comunità interessate.

















