Zone umide e biodiversità al centro del X report di Legambiente: l’Italia è quarta in Europa per siti Ramsar, mentre in Calabria partono eventi, escursioni e una proposta di alleanza per rafforzare la tutela di ecosistemi chiave contro la crisi climatica
Zone umide e biodiversità tornano protagoniste in occasione della Giornata mondiale delle zone umide e del 50° anniversario della ratifica italiana della Convenzione di Ramsar, con un’attenzione particolare rivolta alla Calabria, regione ricca di habitat ma ancora fragile sul fronte della tutela ambientale.
È in questo contesto che Legambiente presenta il suo X report “Ecosistemi acquatici 2026”, accompagnato da un week-end nazionale di eventi che coinvolge l’intera Penisola, con iniziative anche in Calabria, oggi a Tarsia (provincia di Cosenza) e domani al Lago Ariamacina, nel cuore della Sila.
Secondo i dati diffusi dall’associazione, l’Italia si colloca al quarto posto in Europa – a pari merito con la Norvegia – per numero di siti Ramsar, con 63 zone umide di importanza internazionale distribuite in 15 regioni, per un totale di oltre 81 mila ettari. Un patrimonio naturale di grande valore, superato solo da Regno Unito, Spagna e Svezia, ma che sconta ancora ritardi burocratici e una protezione insufficiente.
Le zone umide – tra laghi, paludi, torbiere, fiumi e lagune – sono infatti scrigni di biodiversità e alleati strategici nella lotta alla crisi climatica, grazie alla loro capacità di assorbire carbonio e mitigare gli effetti degli eventi estremi. Nonostante questo, una parte significativa di questi ecosistemi resta priva di adeguata tutela, esposta a cementificazione, agricoltura intensiva e degrado ambientale.
In Calabria, Legambiente rilancia la richiesta di una maggiore protezione del patrimonio naturale regionale, sottolineando come la varietà geografica del territorio – dalle montagne alle coste – renda la regione una delle più ricche d’Europa in termini di biodiversità. Proprio da qui nasce la proposta di un’Alleanza per la Biodiversità, promossa insieme al Gruppo cooperativo Goel e alla Comunità Progetto Sud, per valorizzare e diffondere il marchio “CALABRIA OASI della BIODIVERSITÀ d’EUROPA”.
“Le zone umide sono tra gli ecosistemi più ricchi di biodiversità del pianeta”, sottolinea Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente, evidenziando il ruolo cruciale di questi ambienti nelle strategie di adattamento e mitigazione climatica.
Sulla stessa linea le parole dei referenti calabresi dell’associazione: “In Calabria chiediamo una tutela più ampia ed incisiva delle zone umide”, affermano Anna Parretta e Antonio Nicoletti, ribadendo come la ricchezza naturalistica regionale possa diventare anche un volano di sviluppo sostenibile e di rilancio dell’immagine della regione.
Accanto agli eventi sul territorio, Legambiente rivolge un appello al Governo affinché si acceleri l’istituzione di nuove aree protette, si superino le lentezze amministrative e si rafforzi una gestione unitaria del capitale naturale, in linea con la Strategia europea per la biodiversità 2030.

















