Festival d’Autunno: Lenarciak presenta “Profezia dell’aquila di Napoleone”

Festival d'Autunno: Lenarciak presenta “Profezia dell'aquila di Napoleone”
Festival d'Autunno: Lenarciak presenta “Profezia dell'aquila di Napoleone”

La Calabria tra profezie e memoria: Alfred Lenarciak inaugura il nuovo corso del Festival d’Autunno

Non sarà una semplice presentazione letteraria, ma un vero e proprio viaggio nell’identità calabrese quello in programma domani pomeriggio al Museo Marca di Catanzaro, nella sala della mostra permanente. Con questo appuntamento, il Festival d’Autunno inaugurerà ufficialmente la sua ripresa dopo la pausa estiva, proponendo al pubblico un evento di forte valore culturale e simbolico.

Protagonista dell’incontro sarà Alfred Lenarciak, autore del romanzo storico “Profezia dell’Aquila di Napoleone”, opera che affonda le sue radici in un meticoloso lavoro di ricerca sulla tradizione culturale, spirituale e mistica della Calabria. L’iniziativa aprirà il ciclo di appuntamenti dedicati all’identità calabrese, tema portante della nuova edizione del Festival.

Il romanzo nasce dagli studi che Lenarciak ha condotto negli anni su Tommaso Campanella, filosofo calabrese ancora oggi avvolto da un alone di mistero. La trama prende avvio dalla scoperta di una profezia nascosta nei sotterranei di un antico palazzo baronale: un documento capace di prefigurare il futuro della civiltà occidentale e di attirare le attenzioni di fanatici integralisti, convinti di poter governare le masse attraverso il controllo della conoscenza assoluta. A contrastarli è Alfred, il protagonista del romanzo, uomo dalla morale inflessibile, animato da una curiosità intellettuale inesauribile e simbolo del “cittadino del mondo”.

Una definizione che ben si attaglia allo stesso autore. Ingegnere minerario, scrittore e imprenditore, Lenarciak fuggì giovanissimo dalla Polonia dominata dal regime comunista, esperienza narrata nel libro “Road to Freedom”, per stabilirsi in Canada. È lì che incontra sua moglie, Barbara Ferri, legame che segna profondamente il suo rapporto con la Calabria. Figlia di madre francese e padre calabrese, Barbara lasciò presto la regione per farvi ritorno solo in occasione del viaggio di nozze, nel 1985, due anni dopo la distruzione per incendio della storica casata Ferri di Santa Caterina dello Jonio. Un episodio doloroso che spinse Lenarciak a promettere la ricostruzione di quel luogo, oggi divenuto un rifugio familiare lontano dal caos delle grandi città.

Proprio durante questa rinascita nasce l’amore profondo dell’autore per la Calabria, che lo ha portato a lavorare a nuovi progetti editoriali dedicati a pagine ancora poco esplorate della storia regionale: dal viaggio di San Bruno e Papa Urbano II alla vigilia della prima crociata del 1095, all’attività dei primi cristiani al tempo di Nerone, fino a una storia inedita su Pitagora.

A sottolineare il valore letterario dell’opera, le parole della giornalista Betty Calabretta, che nella quarta di copertina definisce il romanzo «caratterizzato da uno stile narrativo chiaro e incalzante, un’opera aperta che lascia volutamente irrisolti alcuni enigmi, stimolando ulteriormente la curiosità del lettore». Nel corso dell’incontro, alcune pagine del libro saranno lette dall’attore Salvatore Venuto, del Teatro di Calabria “Aroldo Tieri”, e commentate dallo stesso autore.

«Ci troviamo di fronte a una figura insolita di visionario ricercatore – afferma Antonietta Santacroce, direttore artistico del Festival d’Autunno – capace di innamorarsi della Calabria e di raccontarla in modo originale e filologico. Lenarciak ripropone il romanzo storico in chiave postmoderna e contribuisce a fare luce su un periodo storico ancora troppo poco indagato».

Il Festival d’Autunno proseguirà poi il 28 settembre con un altro appuntamento di rilievo: ospite sarà lo storico di fama internazionale Armin Wolf, autore di “Ulisse in Italia. Sicilia e Calabria negli occhi di Omero”. A dialogare con lui il giornalista Massimo Tigani Sava, che guiderà il pubblico alla scoperta dell’avventuroso viaggio di Ulisse nel Mediterraneo, dal Tirreno allo Ionio, fino al naufragio lungo l’Istmo di Catanzaro