Halloween in Calabria richiama antiche usanze legate alla commemorazione dei defunti: a Serra San Bruno, nel Vibonese, i bambini intagliavano zucche a forma di teschio e chiedevano un’offerta per le anime dei morti, in una tradizione che ricorda il moderno “dolcetto o scherzetto”
Zucche intagliate, lumini accesi e bambini che bussano alle porte per chiedere un’offerta: molto prima che Halloween si diffondesse in Italia nella sua versione più commerciale, anche la Calabria custodiva rituali legati alla notte dei defunti. Tra questi, il “Coccalu di muortu”, tradizione attestata a Serra San Bruno, in provincia di Vibo Valentia, rappresenta una delle usanze popolari che più ricordano il celebre “dolcetto o scherzetto”.
Nel rito serrese, i bambini svuotavano le zucche e ne intagliavano la buccia fino a ottenere un volto simile a un teschio. All’interno veniva collocata una candela, trasformando l’ortaggio in una piccola lanterna. Con questa creazione si spostavano per le strade del paese e bussavano alle abitazioni, domandando un’offerta con la formula dialettale “Mi lu pagati lu coccalu?”, cioè “Mi pagate il teschio?”.
Il gesto può ricordare l’abitudine anglosassone di chiedere dolci durante la notte del 31 ottobre, ma il significato originario era legato al rapporto con chi non c’era più. La zucca illuminata diventava un simbolo attraverso cui rappresentare la presenza dei defunti e mantenere vivo, attraverso un rito condiviso, il legame con i propri cari.
Usanze analoghe, con differenze da un territorio all’altro, erano diffuse in diverse aree italiane. In alcune comunità si accendevano luci per indicare alle anime la strada di casa; altrove si lasciava del cibo sulle tavole o si organizzavano visite ai cimiteri, accompagnate da preghiere e momenti di raccoglimento. La commemorazione dei morti si intrecciava così con credenze popolari, gesti di accoglienza e tradizioni familiari.
A collegare queste pratiche alla storia della festa contemporanea è stato l’antropologo calabrese Luigi Maria Lombardi Satriani, originario di Briatico, nel Vibonese. Nei suoi studi sulla cultura contadina del Sud, confluiti nel volume Il ponte di San Giacomo. L’ideologia della morte nella società contadina del Sud, scritto con Mariano Meligrana e pubblicato per la prima volta nel 1982, lo studioso ha approfondito i rituali con cui le comunità affrontavano il tema della morte e del distacco.
Secondo l’ipotesi di Lombardi Satriani, alcune tradizioni oggi associate ad Halloween potrebbero essere arrivate negli Stati Uniti anche attraverso le migrazioni dei contadini meridionali, che portarono con sé usanze legate alla commemorazione dei defunti. Non si tratta di un’origine universalmente accertata: è una lettura antropologica che invita a considerare il ruolo delle tradizioni popolari italiane nella storia di una festa spesso descritta come esclusivamente americana.
La ricostruzione delle origini di Halloween comprende anche la festa celtica di Samhain, associata al passaggio dalla stagione calda a quella fredda e alla credenza che, in un periodo particolare dell’anno, il mondo dei vivi potesse entrare in contatto con quello dei morti. Il nome Halloween deriva dall’espressione inglese All Hallows’ Eve, la vigilia di Ognissanti, celebrata il 1° novembre, cui segue il 2 novembre la Commemorazione dei defunti.
La diffusione di Halloween negli Stati Uniti è legata anche all’emigrazione irlandese dell’Ottocento. Nel Nuovo Mondo la ricorrenza si trasformò progressivamente, fino ad assumere i tratti oggi più riconoscibili: costumi spaventosi, decorazioni, feste e bambini impegnati nella questua dei dolci. La zucca, utilizzata al posto di rape e altri ortaggi, è diventata il simbolo più famoso della celebrazione.
In Italia, la festa ha cominciato a prendere piede soprattutto dagli anni Novanta, anche grazie a film, serie televisive e fumetti. Il suo successo ha spesso messo in secondo piano le usanze locali, ma le analogie con alcuni riti tradizionali mostrano che il periodo tra la fine di ottobre e i primi giorni di novembre aveva già un significato importante nella cultura popolare.


















