Rinascita Scott: 13 imputati rischiano 30 anni di reclusione – Chi Sono?

Rinascita Scott
Rinascita Scott, immagine simbolo del maxiprocesso (ph archivio Calabria Magnifica)

Rinascita Scott, la battaglia legale continua: Dda di Catanzaro prepara le repliche

CATANZARO, 6 SETT 2023 – Nell’aula bunker di Lamezia Terme, un tribunale collegiale composto dai giudici Brigida Cavasino, Claudia Caputo e Germana Radice è pronto a segnare un nuovo capitolo nel processo Rinascita Scott. Questo processo storico ha catturato l’attenzione del pubblico non solo per la vastità del suo collegio di imputati, ben 338, ma anche per la richiesta di una pena totale che supera i 4.700 anni di reclusione, avanzata dalla Dda di Catanzaro sotto la guida del procuratore Nicola Gratteri.

Dopo che gli avvocati dei difensori degli imputati hanno concluso i loro interventi, la pubblica accusa è pronta a replicare. Il Tribunale di Vibo Valentia ha fissato due nuove udienze, previste per il 16 e 17 ottobre, durante le quali i pm Antonio De Bernardo, Annamaria Frustaci e Andrea Mancuso prenderanno la parola per ribattere alle argomentazioni difensive presentate precedentemente. Questi interventi rappresentano un passo cruciale nel processo e sono considerati essenziali per chiarire i punti in discussione riguardo alla ricostruzione dei fatti e alle questioni di diritto.

Il processo, che ha avuto inizio il 7 giugno precedente, ha già visto l’emissione di richieste di condanna da parte della Dda di Catanzaro. In totale, sono stati richiesti 4.744 anni di reclusione per 322 dei 338 imputati. Tuttavia, ci sono state anche richieste di assoluzione in 13 casi e tre richieste di prescrizioni e nullità del decreto che dispone il giudizio. Il cammino di questo maxiprocesso non è stato privo di ostacoli, con sette imputati che non hanno potuto vedere la conclusione del procedimento, alcuni a causa del loro decesso e altri per motivi di salute.

Un nome che spicca tra le richieste di condanna è quello dell’avvocato penalista ed ex parlamentare di Forza Italia, Giancarlo Pittelli. La Dda di Catanzaro ha invocato una pena di 17 anni di reclusione per il suo presunto coinvolgimento in un’associazione mafiosa. Uno dei suoi difensori, l’avvocato Salvatore Staiano, ha sostenuto che Pittelli è diventato il fulcro del processo, un bersaglio su cui tutti sparano. Staiano ha anche dichiarato che Pittelli sapeva di dover essere arrestato, in quanto gli fu comunicato da un ex senatore influente.

Le richieste di condanna presentate dalla Dda di Catanzaro coinvolgono numerosi altri nomi di rilievo, tra cui un ex finanziere in servizio alla Dia di Catanzaro, Michele Marinaro (17 anni), l’ex consigliere regionale del Pd, Pietro Giamborino (20 anni), il colonnello dei carabinieri Giorgio Naselli (8 anni), l’ex sindaco di Pizzo, Gianluca Callipo (18 anni), e molti altri.

La Dda di Catanzaro ha riservato il massimo delle pene, ovvero 30 anni di reclusione, per 13 imputati considerati al vertice di strutture mafiose. Questi individui sono stati indicati come capi, promotori ed organizzatori di un’associazione mafiosa. Tra di essi ci sono nomi come Agostino Papaianni di Coccorino, Francesco Barbieri di Cessaniti, Pasquale, Domenico e Nicola Bonavota di Sant’Onofrio, Domenico Cugliari di Sant’Onofrio, e altri.

Il processo Rinascita Scott continua a catturare l’attenzione del pubblico e a rappresentare uno sforzo significativo nella lotta contro la criminalità organizzata in Italia. Mentre si prepara per le udienze di replica, la Dda di Catanzaro cerca di dimostrare la solidità delle sue accuse e di portare giustizia in un caso di dimensioni senza precedenti. Resta da vedere quale sarà il verdetto finale e quale impatto avrà su questa complessa rete di criminalità organizzata.

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