Catanzaro, il marciapiede-trappola vicino all’Ospedale Pugliese: mattonelle scollate, pezzi mancanti e un percorso che sembra più un percorso a ostacoli che un marciapiede. L’ultima caduta ieri mattina alle 7:05: una lavoratrice diretta in ospedale è stata soccorsa con l’ambulanza. Secondo le segnalazioni ricevute, non sarebbe il primo caso.
A Catanzaro, nei pressi dell’Ospedale Pugliese, c’è un marciapiede che sembra aver dimenticato la propria funzione: permettere ai pedoni di camminare in sicurezza. Le mattonelle sono scollate, in alcuni punti mancano del tutto e quelle rimaste al loro posto sembrano non offrire grandi garanzie a chi ci passa sopra. Insomma, più che un marciapiede, un percorso a ostacoli nel quale il rischio è inciampare anziché arrivare tranquillamente a destinazione.
A segnalarlo a Calabria Magnifica sono stati diversi cittadini, preoccupati per una situazione che, a quanto riferito, avrebbe già provocato più di una caduta. L’ultimo episodio risale alla mattina di ieri, 27 ottobre, alle 7:05, quando una dipendente dell’ospedale, dopo aver parcheggiato l’auto e mentre raggiungeva il posto di lavoro per iniziare il turno, è caduta proprio lungo il tratto dissestato.
Per la lavoratrice è stato necessario l’intervento di un’ambulanza. I colleghi presenti sul posto sono accorsi per prestarle aiuto, prima dei soccorsi sanitari. La diagnosi, secondo quanto riferito alla nostra redazione, è stata pesante: frattura del femore.
«Anche tu sei caduta su quel marciapiede?»: la frase che racconta tutto
C’è un particolare che più di ogni altro restituisce la dimensione del problema. Quando la dipendente è arrivata al pronto soccorso, alcune colleghe le avrebbero rivolto una domanda che, in circostanze normali, non dovrebbe trovare spazio in un ospedale: «Anche tu sei caduta sul marciapiede?».
Una frase che lascia intendere come l’episodio non sarebbe isolato e come quel tratto sia già conosciuto da chi frequenta quotidianamente la struttura sanitaria. Naturalmente, sarà necessario ricostruire ogni singolo caso, ma la ripetizione delle segnalazioni rende urgente verificare le condizioni del percorso.
Il rischio riguarda tutti, ma può avere conseguenze particolarmente serie per anziani, persone con difficoltà motorie e lavoratori che percorrono quel tratto nelle prime ore del mattino, magari concentrati sull’arrivo puntuale al turno e non sulle mattonelle che si muovono sotto i piedi.
Il paradosso è evidente: si sta raggiungendo un ospedale, un luogo al quale ci si rivolge per curarsi, e si rischia di aver bisogno di assistenza ancora prima di varcarne l’ingresso. Una battuta amara, certo, ma quando una caduta si conclude con una frattura del femore c’è ben poco da ridere.
Un marciapiede che aspetta manutenzione, non altre cadute
La domanda, a questo punto, è semplice: chi deve intervenire per mettere in sicurezza il tratto? Occorre individuare l’ente o il soggetto responsabile della manutenzione e verificare se siano già state presentate segnalazioni formali. Nel frattempo, le condizioni descritte dai cittadini meritano un sopralluogo e, se confermate, un intervento tempestivo.
Non servono grandi opere o progetti avveniristici per evitare che una persona inciampi su una mattonella sollevata o finisca in uno spazio lasciato scoperto. Servono manutenzione, controlli e attenzione ai percorsi pedonali, soprattutto in una zona frequentata ogni giorno da pazienti, accompagnatori e personale sanitario.
Calabria Magnifica raccoglie la segnalazione con l’auspicio che si intervenga prima che si verifichi un altro incidente. Perché un marciapiede dovrebbe accompagnare le persone a destinazione, non costringerle a tentare la fortuna a ogni passo.
E se la domanda che circola al pronto soccorso è già «Anche tu sei caduta lì?», forse è arrivato il momento di fare in modo che non debba più porsela nessuno.


















