Per l’edizione della Guida Ristoranti d’Italia 2027 del Gambero Rosso, la Calabria si distingue per dinamismo gastronomico, pur non registrando locali nella categoria massima delle Tre Forchette. Tra le eccellenze regionali emergono il riconoscimento a Bob Alchimia a Spicchi come Pizzeria dell’Anno e le valutazioni di rilievo per insegne come Qafiz e La Tavernetta.
Vediamo quali sono le altre attività che riservano anche qualche sorpresa.
Questa volta proporremo quelle della provincia di Catanzaro che annuncia delle conferme e delle new entry. Di seguito, anche la motivazione data da Gambero Rosso.
Le forchette della Guida del Gambero Rosso 2027
Abruzzino Oltre (due forchette) Lamezia Terme
Da Abbruzzino Oltre il viaggio comincia ancora prima del primo piatto, nel momento in cui si sceglie di affidarsi alla cucina di Luca Abbruzzino. Qui il menu lascia spazio a un percorso interamente al buio, in cui lo chef si libera da definizioni e confini per seguire il ritmo dell’intuizione. Ed è molto probabile che al vostro arrivo non troviate gli stessi piatti: Abbruzzino è capace di cambiare il menu dall’oggi al domani, seguendo ispirazione e materia prima. Due gli itinerari degustazione, da sette o nove portate, introdotti da un aperitivo di finger food che diverte il palato e prepara all’ingresso in una sala di composta eleganza. Abbruzzino firma una cucina personale, riconoscibile nella ricerca dei contrasti, soprattutto tra acidità e note più pungenti, come nell’astice con cedro, cetriolo alla scapece e ‘nduja. Altro passaggio intenso è Pane, olio e zucchero, dessert che custodisce il ricordo della merenda preparata dalla nonna e che, a oltre tredici anni dalla sua creazione, continua a emozionare con la forza disarmante della memoria. Elegante, discreto e puntuale il servizio diretto da Luciano Tassone. Ben proporzionata la cantina.
Cura Cucina Contemporanea (una forchetta) Davoli
Cura Cucina Contemporanea stringe il focus su una filosofia essenziale: sparisce la carta e si sposa un unico percorso degustazione a sette portate dettato dalla stagionalità. Al cliente la scelta se andare del tutto alla cieca o sbirciare il menu. Massimo Raimondo sperimenta ma non rinuncia mai ad un ingrediente della tradizione calabrese (come il caciocavallo con capasanta, cozze affumicate e piselli o la pappardella con rapa rossa, baccalà e mandorla) accanto a interessanti accostamenti botanici come l’elicriso nell’ombrina o le fragoline di bosco nella quaglia. Servizio scrupoloso; cantina dinamica, radicata nel territorio ma di ampio respiro.
Hostaria (una forchetta) Montepaone
Dario Finocchiaro è l’oste di questa insegna moderna a Montepaone Lido, semplice ma elegante, dove l’accoglienza è familiare e al tempo stesso curata nei dettagli. Finocchiaro mette subito a proprio agio, raccontando la sua storia e la ricerca di materie prime buone e autentiche. Il menu cambia spesso, ma mantiene un punto fermo: ricette che nascono dai ricordi di casa e dai grandi ingredienti calabresi. Sapori ed emozioni locali incontrano così una visione internazionale, come nella tortilla di patate (alias frittata) con maionese al tabasco e salsa verde. Rigore e precisione tecnica emergono nei primi, come le linguine con teste di gambero rosso e carciofini selvatici, mentre i dolci svelano l’eredità siciliana di parte paterna: ne è ottima espressione la ricotta al mandarino. Adeguata e in continua evoluzione la carta dei vini, costruita in sintonia con i percorsi.
102 (due gamberi) Lamezia Terme
Al 102 la tavola ritrova il suo significato più profondo: quello di un gesto che si moltiplica nella condivisione. Il menu segue una direzione precisa, fatta di stuzzicherie e piatti pensati per attraversare il tavolo, trasformando ogni assaggio in un dialogo tra i commensali. In un ambiente curato, dalle luci soffuse, Francesco Materazzo costruisce una cucina che parla il lessico della Calabria, affidandosi a ingredienti identitari come sarda salata cirotana, ‘nduja di Spilinga, pecorino del Poro e una selezione di salumi. Tra gli assaggi spiccano i cappellacci di pesce spada con salsa di pomodoro e soia, olive taggiasche e olio al prezzemolo, dal piacevole accento umami, mentre la braciola di maiale, adagiata in un sugo di pomodoro che invita alla scarpetta, restituisce tutta la forza rassicurante della cucina di casa. Simone Stocco accompagna il percorso con vini naturali e drink scelti con misura. Puntuale e partecipe il servizio.
La Rosa nel Bicchiere (due gamberi) Soveria Mannelli
La Calabria è il cuore di un progetto che unisce ospitalità, cultura e cucina, valorizzando il patrimonio gastronomico regionale in ogni dettaglio. La famiglia Rubbettino, editrice dell’omonima casa editrice, rende omaggio alla propria terra già nel nome dell’insegna, ispirato alla raccolta poetica di Franco Costabile e a un’antica usanza contadina. In tavola questo legame si traduce in un percorso costruito sui prodotti della regione, con menu degustazione che seguono le stagioni e mettono al centro specialità come suino nero, carni di Podolica, formaggi locali e melanzana violetta di Longobardi. La carta dei vini privilegia le etichette calabresi, il servizio è premuroso e la prenotazione è consigliata. Il tutto trova spazio in un complesso di edifici rurali restaurati con attenzione alla sostenibilità energetica, completato da camere e piscina per chi desidera prolungare il soggiorno.
Calabrialcubo (un gambero) Nocera Terinese
Dalla terra alla tavola, ogni elemento del menu nasce da una filiera costruita in casa. Questa azienda agrituristica a conduzione familiare produce olio extravergine biologico, alleva bovini e suini, realizza ottimi salumi, coltiva ortaggi, alberi da frutto e persino il luppolo da cui ricava una birra artigianale. Un patrimonio di materie prime che alimenta una cucina stagionale, attenta alla qualità e interpretata con gusto contemporaneo. La carta dei vini privilegia le etichette del territorio, mentre le camere diffuse consentono di trasformare la visita in un soggiorno immerso nel verde. Il tutto trova spazio negli ambienti recuperati di un antico mulino, con particolare attenzione alla sostenibilità energetica.
Contrada Carrozzina Locanda Sincera (un gambero) Zagarise
Gran parte di ciò che arriva in tavola nasce direttamente dall’azienda agricola, dove si coltiva in biologico e si allevano animali, comprese le trote. È da questa filiera che prende forma una cucina di impronta tradizionale, costruita su materie prime proprie e preparazioni fatte in casa. L’atmosfera è semplice e familiare, con un’accoglienza attenta e premurosa. D’estate si può mangiare nel dehors immerso nel verde, mentre nei mesi più freddi il camino della rustica sala rende l’ambiente particolarmente piacevole. Disponibili anche camere per il pernottamento; prenotazione consigliata.
Al ritrovo Nocera Terinese
Chi cerca la cucina calabrese più autentica qui trova pochi fronzoli e molta sostanza. Tonino accoglie gli ospiti con la spontaneità di chi fa dell’ospitalità un tratto distintivo, servendo piatti che raccontano la tradizione locale attraverso ingredienti semplici e sapori decisi. Le porzioni sono generose, i prezzi rimangono particolarmente convenienti e l’atmosfera conserva tutto il calore di una vera trattoria di paese.
Brezza Fish and Chill Soverato
Targato Luca Abbruzzino – che spesso si incontra tra i tavoli -, è un locale di alto livello ma dall’anima autenticamente easy. E chill. Per iniziare, i cocktail su misura di Antonio Cristofaro sono un obbligo. Il menu spazia tra fritti, panini e una finta semplicità: si fa presto a dire frisella se lo chef la propone con tartare di tonno, puntarelle, crema di burro affumicato e menta. Finale dolce col signature pane, olio e zucchero.
Morzelleria Catanzaro
Il morzello è il protagonista assoluto di questa insegna, autentico presidio di uno dei piatti simbolo della gastronomia catanzarese. Preparato secondo tradizione con trippa cotta a lungo nel sugo, arricchita da peperoncino e origano, viene servito sia nella classica pitta sia al piatto. L’atmosfera è informale e genuina, il servizio cordiale e sempre sorridente.
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