Gratteri a Matera, l’allarme sulle mafie raccontate in tv

Gratteri e Nicaso a Matera, l’allarme sulle mafie raccontate in tv
Gratteri e Nicaso a Matera, l’allarme sulle mafie raccontate in tv

Gratteri e Nicaso a Matera, l’allarme sulle mafie raccontate in tv: «La criminalità non diventi un modello per i giovani»

MATERA, 17 OTT 2026 – Raccontare le mafie senza trasformare i boss in eroi. È il tema al centro dell’incontro che ieri, 16 ottobre, ha visto protagonisti il procuratore Nicola Gratteri e lo studioso Antonio Nicaso alla serata conclusiva di Matera Fiction 2026.

Il confronto, moderato dal professor Donato Santeramo, ha acceso i riflettori sul modo in cui film e serie televisive rappresentano la criminalità organizzata e sull’influenza che queste storie possono avere soprattutto sulle nuove generazioni.

Il rischio è che il racconto televisivo finisca per esaltare il potere e il carisma dei criminali, lasciando in secondo piano le conseguenze della violenza e delle attività mafiose. Una rappresentazione che può alimentare una percezione distorta, facendo apparire come modelli di successo figure che costruiscono il proprio potere sulla sopraffazione.

Da qui l’importanza, sottolineata nel dibattito, di raccontare il fenomeno mafioso senza mitizzarlo, mostrando la realtà che si nasconde dietro la narrazione e dando spazio anche alle conseguenze sociali della criminalità.

Accanto al ruolo dei media, resta centrale quello dell’educazione. Scuola, famiglia e cultura sono strumenti fondamentali per aiutare i giovani a sviluppare senso critico e a riconoscere i falsi modelli di successo. Il contrasto alle mafie, infatti, non passa soltanto dalle indagini e dagli arresti, ma anche dalla capacità di offrire alternative concrete e opportunità di crescita.

La discussione ha riguardato anche l’evoluzione delle organizzazioni criminali, la comunicazione sui social network e i rapporti tra mafie ed economia legale, aspetti che mostrano quanto il fenomeno sia complesso e lontano dagli stereotipi spesso proposti dalla fiction.

La serata ha registrato una partecipazione significativa, con la sala gremita e spettatori anche in piedi, secondo quanto riportato dalla stampa locale. A Gratteri è stato inoltre assegnato un premio speciale, consegnato da Luciano Dell’Acqua, fondatore e amministratore delegato di Studio Lambda.

L’incontro di Matera lascia una riflessione che va oltre il mondo della televisione: raccontare le mafie è necessario, ma è altrettanto importante evitare che la criminalità venga percepita come qualcosa da ammirare. Perché la cultura della legalità si costruisce anche attraverso le storie che una società sceglie di raccontare.