Piacenza: muore Pasquale Andriotta, corriere calabrese durante una consegna

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Il 42enne Pasquale Andriotta, originario della Calabria e padre di tre figli, è morto il 31 agosto dopo un malore mentre lavorava a Piacenza; sindacati, Movimento 5 Stelle e istituzioni chiedono verifiche su carichi di lavoro, condizioni ambientali e organizzazione del servizio, mentre Afs Service fornisce una diversa ricostruzione sul suo contratto

A Piacenza è morto durante una consegna il corriere calabrese Pasquale Andriotta, 42 anni, iscritto alla Cgil e padre di tre figli. Il lavoratore è stato colto da un malore nella mattinata del 31 agosto, in vicolo del Guazzo, mentre era alla guida del furgone impegnato nel turno di consegne. La morte è avvenuta nello stesso giorno in cui una parte dei suoi colleghi aveva aderito allo sciopero proclamato dalla Filt-Cgil e dalle Rsa per protestare contro carichi di lavoro e condizioni operative ritenute troppo gravose.

Andriotta lavorava per Afs Service, società attiva nell’ambito dell’appalto Brt Piacenza-Caorso. Dopo il decesso, la Filt-Cgil aveva riferito che il suo contratto a tempo determinato sarebbe terminato proprio il 31 agosto e che il 42enne avrebbe espresso ai colleghi la preoccupazione per un mancato rinnovo. Il sindacato, tuttavia, ha precisato di non voler collegare il malore all’attività lavorativa: saranno gli accertamenti a stabilire le cause della morte.

La Filt-Cgil ha comunque chiesto di verificare le modalità con cui si è svolto il servizio quella giornata, ponendo interrogativi sull’organizzazione del lavoro. Tra gli aspetti da chiarire ci sono il numero di lavoratori rimasti in turno, le consegne assegnate, l’eventuale aumento dei carichi provocato dall’assenza degli scioperanti e le misure adottate per affrontare le temperature elevate.

Su uno degli elementi al centro delle prime ricostruzioni è poi intervenuta direttamente Afs Service, che ha fornito una versione differente riguardo alla situazione contrattuale di Andriotta. L’azienda ha espresso «profondo dolore» per la scomparsa e ha descritto il 42enne come un dipendente valido, spiegando che era già prevista la sua stabilizzazione.

Secondo la società, infatti, il 24 agosto era stata comunicata ad Andriotta la trasformazione del rapporto da tempo determinato a tempo indeterminato, con decorrenza dal 1° settembre. Il passaggio avrebbe comportato anche un aumento di livello e l’assegnazione di una mansione superiore. Afs Service riferisce inoltre che la comunicazione Unilav relativa alla trasformazione era già stata effettuata e che le procedure necessarie, compresa la visita medica, erano ormai in fase di conclusione.

Per questo l’azienda ha definito «fuorvianti» alcune delle ricostruzioni diffuse dopo la morte del lavoratore e ha dichiarato di voler fare riferimento agli elementi oggettivi che emergeranno dalle verifiche, riservandosi anche eventuali iniziative legali a propria tutela. La società ha fatto sapere di essere impegnata negli accertamenti e negli adempimenti necessari per ricostruire l’accaduto. L’amministratore unico ha inoltre assicurato personalmente sostegno economico e morale alla famiglia di Andriotta.

La vicenda è approdata anche in Parlamento. La deputata del Movimento 5 Stelle Stefania Ascari ha presentato un’interrogazione a risposta scritta indirizzata al ministro del Lavoro e delle Politiche sociali e al ministro della Salute, esprimendo cordoglio alla compagna, ai tre figli e ai familiari del lavoratore.

Nell’atto parlamentare viene chiesto di verificare le condizioni operative del sito piacentino e, in particolare, quanti colli, consegne e fermate fossero stati assegnati ad Andriotta il 31 agosto. L’interrogazione sollecita inoltre controlli sui tempi di lavoro e sulle pause, oltre che sull’eventuale redistribuzione dei carichi derivante dall’adesione allo sciopero di alcuni dipendenti.

Un’attenzione specifica viene dedicata anche al clima. Quel giorno le temperature avrebbero raggiunto circa 34 gradi, una condizione particolarmente impegnativa per chi svolge consegne dovendo ripetutamente scendere e risalire dal mezzo e movimentare le merci. Ascari ha inserito la vicenda nel quadro più ampio delle criticità della logistica dell’ultimo miglio e della filiera degli appalti e subappalti, compreso il tema della precarietà contrattuale.

La richiesta riguarda anche l’intervento dell’Ispettorato nazionale del lavoro, con controlli mirati sul sito di Caorso e verifiche più estese nel settore delle consegne. Tra gli elementi indicati figurano carichi di lavoro, pause, straordinari, sistemi digitali di controllo delle prestazioni e tipologie contrattuali.

Intanto, a seguito della tragedia, i lavoratori hanno scioperato e manifestato. Una delegazione della Filt-Cgil, insieme ai dipendenti e ai rappresentanti di Uil, Usb e Sicobas, è stata ricevuta in Prefettura a Piacenza. Nel corso dell’incontro sono state presentate fotografie che, secondo le organizzazioni sindacali, mostrerebbero le condizioni del magazzino Brt di Caorso: pacchi ammassati in diversi punti, anche vicino alle uscite antincendio, spazi di lavoro congestionati e assenza di climatizzazione nonostante le alte temperature.

La Filt-Cgil ha riferito alla Prefettura che le criticità denunciate non sarebbero recenti e riguarderebbero più in generale il sistema degli appalti, ma che nel sito di Caorso avrebbero raggiunto livelli «non più sostenibili». Da qui la richiesta di controlli specifici sulla sicurezza e sull’organizzazione del lavoro, accompagnata dalla segnalazione della carenza di personale ispettivo presso l’Ispettorato territoriale del lavoro e dalla richiesta di coinvolgere tutte le istituzioni competenti.

Secondo quanto riferito dalla Cgil, dalla Prefettura è arrivato l’impegno a farsi carico delle segnalazioni presentate dai lavoratori e dalle organizzazioni sindacali. Gli accertamenti dovranno ora chiarire sia le cause della morte di Pasquale Andriotta sia le condizioni nelle quali si svolgeva il lavoro nel sito di Caorso.