Malutempu, tutto esaurito a Roma per la musica etno-calabrese

Malutempu, tutto esaurito a Roma per la musica etno-calabrese
Malutempu, tutto esaurito a Roma per la musica etno-calabrese

L’ensemble guidato da Antonio Olivo ha aperto la XIII edizione del Festival Popolare Italiano al Museo Nazionale degli Strumenti Musicali. Dopo i concerti estivi in diverse città, la formazione porta nella capitale Malutempu che intreccia tradizione orale calabrese, composizioni originali e sonorità mediterranee

La musica popolare calabrese conquista Roma con i Malutempu, protagonisti di una serata da tutto esaurito al Museo Nazionale degli Strumenti Musicali. Sabato 10 ottobre, l’ensemble etno-calabrese guidato dal compositore e polistrumentista Antonio Olivo ha inaugurato la XIII edizione del Festival Popolare Italiano, diretto da Stefano Saletti e inserito nel cartellone di Mondi Sonori. Il progetto, prodotto dal compositore Franco Eco, ha portato nella capitale una proposta musicale capace di unire le radici della Calabria a una ricerca sonora aperta al Mediterraneo.

L’esibizione ha segnato l’apertura di una rassegna dedicata alla world music e alle tradizioni popolari, che attraverserà le culture musicali del Sud Italia e dell’area mediterranea. Tra gli artisti attesi nel programma figurano la cantautrice irlandese-siciliana Bronagh Slevin, Maria Mazzotta, accompagnata alla fisarmonica da Antonino De Luca, oltre a La Banda del Sud, Giuliana De Donno e Gabriella Aiello.

Sul palco romano, i Malutempu hanno proposto un repertorio che alterna canti rituali, brani originali e richiami alla tradizione orale calabrese. La formazione riunisce Antonio Olivo alla chitarra e alla direzione artistica, Domenico Ierardi alla fisarmonica, Giovanni Squillacioti alle percussioni, Rosario Misuraca alla chitarra, Antonio Petitto al basso e Francesco Denaro alla lira, con la voce di Marzia Ruggieri.

Il risultato è un percorso musicale nel quale ritmi, racconti e sonorità del territorio vengono rielaborati attraverso contaminazioni contemporanee. La tradizione non viene proposta come un patrimonio immobile da conservare, ma come una materia viva, capace di rinnovarsi e di dialogare con sensibilità e linguaggi diversi, mantenendo riconoscibile il legame con le proprie origini.

A sottolineare l’emozione per il debutto romano è stato lo stesso Antonio Olivo, fondatore e compositore del progetto: «Portare per la prima volta i Malutempu a Roma e trovare un pubblico così numeroso e attento è stata una grande emozione. Tra un brano e l’altro siamo stati sommersi di applausi. Suonare in un luogo di grande valore culturale, nell’ambito di un festival così significativo, ci rende orgogliosi del percorso intrapreso e ci incoraggia a continuare a diffondere le sonorità e le radici della nostra Calabria sempre più lontano».

Il risultato ottenuto nella capitale arriva al termine di un’estate ricca di appuntamenti per l’ensemble, impegnato in concerti in diverse località italiane. Tra le tappe figurano il Crotone Summer Festival, il Festival internazionale della fisarmonica di Massafra e il festival “Trans-uman-anza” di Roccella Jonica.

Un percorso che ha ampliato le occasioni di incontro con il pubblico e rafforzato la presenza dei Malutempu fuori dal contesto locale, attraverso una proposta che valorizza le radici musicali calabresi e le mette in relazione con nuove geografie sonore.