Aldo Scozzafava: storia di una voce radiofonica calabrese

Storia della Radio, Aldo Scozzafava foto restaurata da Calabria Magnifica
Storia della Radio, Aldo Scozzafava foto restaurata da Calabria Magnifica

Aldo Scozzafava, una voce che ha attraversato la storia della radio e della televisione calabrese. Dalle prime esperienze radiofoniche nel 1979 a Telespazio Calabria, dalle piazze ai campioni dello sport, fino alle esperienze televisive nazionali: la storia di uno speaker che ha fatto della passione per la comunicazione una ragione di vita.

La storia di Aldo Scozzafava è quella di una passione nata in un’epoca in cui la radio rappresentava una straordinaria novità e la televisione locale costituiva una finestra aperta sul territorio e sulle sue storie.

Un percorso cominciato nel 1979 a Radio Catanzaro Nord, tra programmi sportivi e d’intrattenimento, proseguito negli anni con l’esperienza a Telespazio Calabria, il lavoro dietro le quinte e davanti al microfono, le serate nelle piazze e gli incontri con protagonisti dello sport e dello spettacolo.

Aldo ha vissuto stagioni diverse della comunicazione, mettendosi alla prova in contesti differenti e coltivando sempre la stessa passione: comunicare, intrattenere ed emozionare.

In questo nuovo appuntamento con Magnifici Incontri, la rubrica di Calabria Magnifica, a cura di Luigi Mussari, ripercorriamo insieme a lui una storia fatta di ricordi, aneddoti, soddisfazioni e insegnamenti. Un’intervista che diventa anche l’occasione per riscoprire un pezzo della memoria radiofonica e televisiva calabrese.

E, come spesso accade nei nostri incontri, a raccontare la storia non è soltanto il professionista, ma soprattutto l’uomo che si cela dietro il microfono.

Gli inizi nel 1979: quando la radio era una grande avventura

Aldo, cominciamo dall’inizio. Siamo nel 1979, un periodo in cui le radio locali stanno vivendo una stagione di grande entusiasmo. Come nasce la tua esperienza radiofonica? Quali furono i tuoi primi programmi?

La mia esperienza comincia proprio in quegli anni. Mi occupavo di programmi sportivi e d’intrattenimento presso Radio Catanzaro Nord, in un periodo in cui stavano nascendo tante radio locali. Era un mondo nuovo, pieno di entusiasmo e di possibilità. La radio mi ha permesso di coltivare una passione che mi avrebbe accompagnato per tanti anni.

Telespazio Calabria: la voce trova spazio in televisione

Negli anni Ottanta arriva anche l’esperienza a Telespazio Calabria. La tua voce viene notata e cominci a essere chiamato per gli spot pubblicitari, prestando anche la tua immagine. Come ricordi quel periodo?

È stata un’esperienza molto importante. La mia voce cominciò a essere utilizzata per gli spot pubblicitari e, in alcune occasioni, veniva richiesta anche la mia immagine. Era una bella soddisfazione, perché vedevo che il lavoro fatto con la radio stava dando i suoi frutti.

Ci sono persone che ricordi con particolare gratitudine per averti dato delle opportunità?

Certamente. La prima persona che devo ringraziare è il regista Mimmo Macario. Poi l’editore Tony Boemi e il direttore Piero Pulignani, purtroppo scomparsi tanti anni fa. Grazie a loro nacque una collaborazione straordinaria. Ricordo anche Gabriele Bianco, che si occupava della parte organizzativa e della responsabilità del lavoro. Sono persone che hanno avuto un ruolo importante nel mio percorso.

Anche io ricordo quegli anni. Io avevo un ruolo davanti alle telecamere, mentre tu ti occupavi soprattutto della voce e dei servizi. Che cosa significava, per te, lavorare dietro le quinte di una televisione?

Era un lavoro che richiedeva impegno e preparazione. Leggevamo testi, schede e notizie che poi andavano in onda. Mi registravo spesso per migliorare la voce e cercavo di fare sempre meglio. Ho letto tantissimo materiale e ogni esperienza mi ha aiutato a crescere.

Nei primi anni Novanta sei stato anche la voce delle notizie del TG Spazio e hai lavorato a programmi come Filo Diretto e Block Notes. Che cosa ti ha lasciato quella lunga esperienza televisiva?

È stata una parte fondamentale della mia vita professionale. Ho avuto la possibilità di imparare, di confrontarmi con colleghi e professionisti e di migliorare continuamente. Quando lavori per tanti anni in un ambiente del genere, ogni giornata può insegnarti qualcosa.

Tg Spazio, Telespazio di Tony Boemi, Aldo Scozzafava
Tg Spazio, Telespazio di Tony Boemi, Aldo Scozzafava

Dalla televisione alle piazze: il rapporto diretto con il pubblico

A un certo punto arriva anche l’esperienza nelle piazze, con il gruppo Ragazzi del Mondo. Come cominciò questa avventura?

Avevo già maturato esperienza con la radio e la televisione. A un certo punto qualcuno si accorse che potevo dare qualcosa anche sul palco e cominciarono ad arrivare le chiamate per presentare gli spettacoli. È stata una bellissima esperienza, che mi ha portato a girare tante piazze della Calabria e a conoscere moltissime persone.

Tra la radio, la televisione e gli spettacoli dal vivo, dove sentivi maggiormente l’emozione del contatto con il pubblico?

Avevo i miei estimatori: c’era chi preferiva ascoltarmi alla radio e chi invece mi apprezzava quando presentavo gli spettacoli nelle piazze. Sul palco riuscivo a coinvolgere il pubblico, a trascinarlo e a farlo divertire. Era una sensazione bellissima, perché sentivi immediatamente la risposta delle persone.

La radio, però, aveva una magia particolare. Attraverso la voce potevi entrare nelle case e raggiungere anche chi non poteva uscire, chi era a casa per motivi di salute o semplicemente aveva bisogno di compagnia.

Gli incontri con i campioni dello sport

Nel tuo percorso non sono mancati gli incontri con grandi protagonisti dello sport. Ricordo che nel 1981 avevi già avuto l’occasione di realizzare interviste sportive. Tra i tuoi idoli c’era Sandro Mazzola, storico protagonista del calcio italiano. Che emozione fu incontrarlo?

Era un sogno poter intervistare personaggi che avevo sempre ammirato. Sandro Mazzola era il mio idolo e incontrarlo è stato sicuramente uno dei ricordi più belli di quel periodo. Conservo ancora alcune registrazioni di quelle esperienze.

Nel corso degli anni hai incontrato anche altri grandi nomi del calcio, come Altobelli, Falcão e il presidente della Roma Dino Viola. Quali ricordi conservi di quegli incontri?

Sono state esperienze che mi hanno emozionato molto. Ho avuto la possibilità di conoscere da vicino personaggi importanti, di intervistarli e di vivere momenti che, per un appassionato di sport, rappresentano qualcosa di speciale. Sono ricordi che conservo ancora oggi con grande piacere.

I grandi della musica e l’incontro con Pippo Baudo

La tua carriera ti ha portato a incontrare anche numerosi artisti della musica italiana. Tra questi ricordi Mino Reitano, Pupo, Fiordaliso, Little Tony e Gianni Nazzaro. C’è un incontro che ti è rimasto particolarmente nel cuore?

Ho incontrato tanti artisti e sono stati momenti bellissimi. Alcuni sono tornati più volte nelle esperienze che ho vissuto, lasciandomi ricordi importanti. Quando ami il mondo dello spettacolo, incontrare da vicino questi protagonisti è sempre una grande emozione.

Tra i tuoi ricordi c’è anche Pippo Baudo, al quale consegnasti personalmente una videocassetta con alcune tue esibizioni. Come andò quell’incontro?

È stato un momento che mi ha emozionato molto. Gli consegnai il video delle mie performance e ricevetti i suoi complimenti. Quando una persona del suo calibro apprezza quello che fai, è inevitabile provare una grande soddisfazione. È uno di quei ricordi che rimangono.

Dal Karaoke di Fiorello a Canale 5

A un certo punto hai deciso di metterti in gioco anche come concorrente, partecipando al Karaoke di Fiorello e arrivando secondo. Eppure scherzi ancora oggi sulle tue qualità canore!

Diciamo che non mi sono mai considerato un grande cantante! (Ride). Eppure sono arrivato secondo. È stata un’esperienza divertente, che ricordo con simpatia. Oggi, scherzando, dico che forse sono anche migliorato un po’!

Nel 1996 arriva poi l’esperienza con I Guastafeste, il programma televisivo di Canale 5 dedicato agli scherzi. Come sei arrivato a partecipare a quella trasmissione?

È stata un’altra esperienza particolare. Lo scherzo fu realizzato a Reggio Calabria e chi ne era coinvolto non sapeva quello che stava succedendo. Ricordo con piacere quell’avventura televisiva e l’emozione di vedere il mio lavoro arrivare su una rete nazionale.

Anche Luca Barbareschi e Massimo Lopez, legati a quell’esperienza. Che effetto ti fece ritrovarti in un contesto televisivo di quella portata?

Fu una bella soddisfazione. Quando arrivi a lavorare in un contesto nazionale, dopo aver cominciato dalle radio locali e dalle piazze, ti rendi conto di quanta strada hai fatto. Sono esperienze che rimangono nella memoria.

Il consiglio ai giovani: la passione aiuta a vivere

Dopo tanti anni trascorsi tra radio, televisione, sport e spettacolo, se potessi tornare davanti al microfono del 1979, con tutta l’esperienza che hai maturato e tutti i personaggi che hai incontrato, che cosa diresti al ragazzo che eri allora?

Gli direi di continuare a coltivare la passione, ma anche di studiare, approfondire e impegnarsi sempre di più. Non bisogna pensare che basti avere una bella voce o una bella immagine. Bisogna conoscere le cose, prepararsi e avere qualcosa di concreto da comunicare.

A volte mi sono chiesto che cosa sarebbe successo se avessi avuto la possibilità di lavorare più a lungo in determinati contesti. Ma nella vita ci sono tante circostanze che possono influenzare un percorso.

Il consiglio che darei ai giovani è di credere in quello che fanno, senza smettere mai di imparare. Che si tratti di radio, di canto, di presentazione o di qualsiasi altro mestiere, bisogna metterci passione. La passione aiuta a vivere.

La passione non smette mai di insegnare

Queste parole mi colpiscono molto, perché anch’io, nonostante gli anni trascorsi nel mondo della comunicazione, continuo a pensare di avere ancora tante cose da imparare. Ci sono esperienze che ti lasciano qualcosa per sempre, ma c’è sempre spazio per crescere. Aldo, ti ringrazio per aver condiviso con noi i tuoi ricordi, le tue emozioni e una parte importante della tua storia.

Grazie a te. È stato bello ripercorrere queste esperienze e ricordare momenti che hanno significato tanto per me.

Grazie a te, caro Aldo. È stato un piacere incontrarti e condividere questo viaggio nei ricordi. Un abbraccio e a presto!

Il commento finale di Calabria Magnifica

La storia di Aldo Scozzafava ci ricorda che dietro una voce riconoscibile non c’è soltanto un microfono, ma un percorso fatto di impegno, occasioni colte, incontri e tanta passione.

Dalle prime esperienze radiofoniche del 1979 alle collaborazioni televisive, dagli spettacoli nelle piazze agli incontri con campioni dello sport e protagonisti della musica, il suo racconto attraversa diverse stagioni della comunicazione, restituendoci anche uno spaccato della storia professionale e culturale della Calabria.

Ma il messaggio più bello che emerge da questo incontro non riguarda soltanto i successi o le esperienze vissute. Riguarda il valore della passione, della preparazione e della voglia di migliorarsi, anche dopo tanti anni di lavoro.

Aldo ci lascia una frase semplice, ma ricca di significato: «La passione aiuta a vivere».

Ed è proprio questo il senso di Magnifici Incontri: incontrare persone che, attraverso la propria storia, ci ricordano quanto siano importanti le esperienze, i rapporti umani e la capacità di continuare a credere in ciò che si ama.

Perché ogni voce ha una storia da raccontare. E ogni storia, quando è condivisa con sincerità, può lasciare qualcosa a chi ascolta.