Il Caudex Festival riparte a Lamezia Terme, in provincia di Catanzaro, con “La padrina”, il romanzo di Palma Comandè che racconta una famiglia mafiosa attraverso conflitti di potere, sofferenze e desiderio di libertà. La rassegna è ideata e diretta da Sabrina Pugliese
È il romanzo La padrina di Palma Comandè ad aprire la nuova stagione del Caudex Festival, tornato al Teatro Grandinetti di Lamezia Terme, in provincia di Catanzaro. L’incontro del 28 ottobre 2026 ha riportato l’autrice calabrese davanti al pubblico lametino, con un’opera che esplora le dinamiche di una famiglia mafiosa e le conseguenze che il potere esercita sulle vite dei suoi componenti.
Al centro della narrazione c’è Mirià, una giovane donna impegnata in una difficile ricerca della propria identità. Il suo percorso si sviluppa in un ambiente soffocante, dominato dalla nonna Menù, la padrina, figura autorevole che condiziona le scelte dell’intera famiglia. Come suggerisce l’immagine della pianta carnivora sulla copertina, il nucleo familiare si trasforma in un sistema capace di attrarre e consumare chi ne entra a far parte.
La storia si articola attraverso vicende personali, lutti e sofferenze, mettendo in scena donne che cercano di conquistare uno spazio proprio mentre si confrontano con rivalità, ambizioni e aspirazioni di emancipazione. Il desiderio di libertà attraversa il romanzo, contrapponendosi a un contesto nel quale le decisioni della matriarca sembrano determinare il destino degli altri.
A guidare il confronto con la scrittrice sono state Sabrina Pugliese, direttrice artistica del festival, ed Emanuela Stella. Il dialogo ha permesso di approfondire la complessità dei personaggi e le diverse prospettive attraverso cui si sviluppa la vicenda. La parola scritta ha trovato spazio anche nelle letture di Annalisa Insardà, accompagnate dalle sonorità del maestro Vittorio Viscomi.
Un elemento essenziale della scenografia era una sedia lasciata vuota accanto al leggio: quella della padrina. Una presenza evocata senza essere rappresentata direttamente, in sintonia con il ruolo dominante che Menù occupa nella storia.
Nel corso della serata, Palma Comandè ha approfondito la dimensione psicologica dei protagonisti, invitando a considerare la realtà da punti di vista differenti e a superare l’idea che esista un’unica interpretazione possibile. La riflessione ha toccato il tema del libero arbitrio, inteso come componente fondamentale dell’esperienza umana, e quello della cultura come strumento per costruire un’identità consapevole e trovare una realizzazione personale autentica.
L’appuntamento si è concluso con un momento conviviale dedicato ai sapori calabresi richiamati nel libro. Ai presenti sono stati offerti pitta e olio, in un collegamento tra la dimensione letteraria dell’incontro e le tradizioni gastronomiche della regione.


















