I Bronzi di Riace al centro di un incontro italo-tedesco all’Universität Trier: archeologia, studio dei metalli, documentazione tridimensionale e insegnamento dell’italiano per approfondire la storia delle statue e il loro ruolo nella cultura contemporanea
I Bronzi di Riace sono stati protagonisti di una giornata di approfondimento scientifico e culturale all’Universität Trier, in Germania, dove studiosi e docenti si sono confrontati sulle celebri statue attraverso prospettive che spaziano dall’archeologia alla filologia classica, dall’archeometallurgia alla didattica. Il simposio italo-tedesco, intitolato “I Bronzi di Riace: nuove prospettive tra mito e realtà”, si è svolto negli spazi del Centro Studi sull’Italia dell’ateneo, con l’obiettivo di esplorare non soltanto il valore storico dei reperti, ma anche la loro fortuna nell’immaginario moderno e le possibilità di raccontarli a pubblici diversi.
Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali del professor Benjamin Weyers, vicepresidente per la ricerca dell’Universität Trier, del professor Torsten Mattern, responsabile del settore di Archeologia, e della professoressa Mara Borelli, direttrice dell’Italienzentrum. Gli interventi successivi hanno riunito competenze provenienti da università e istituzioni differenti, dando vita a un dialogo tra ricerca scientifica, divulgazione e formazione.
La prima sessione ha affrontato il rapporto tra le statue e la cultura antica. Diego De Brasi, professore all’Universität Trier, ha approfondito il pensiero di Platone e l’ideale della kalokagathia. A seguire, Davide Bagnardi, dottore dell’Università per Stranieri di Perugia, ha esaminato i Bronzi di Riace anche in relazione alla loro presenza nell’immaginario contemporaneo e nella cultura popolare. Le immagini mostrate durante la relazione hanno accompagnato il percorso tra riferimenti classici, documentazione visiva e reinterpretazioni moderne.
Un’altra prospettiva è stata proposta da Wolf-Rüdiger Teegen, professore dell’Università di Monaco, con un intervento dedicato all’archeometallurgia e alle malattie. Attraverso immagini dei reperti, delle tecniche di lavorazione e dei processi di fusione, la relazione ha illustrato come l’analisi dei metalli possa offrire indicazioni sulle conoscenze tecniche dell’antichità e sulle condizioni in cui operavano gli artigiani. Tra gli aspetti esaminati, la composizione delle leghe, i metodi di lavorazione e i possibili rischi per la salute legati alle attività metallurgiche.
Nel corso della mattinata, i partecipanti hanno avuto anche l’opportunità di visitare la collezione archeologica dell’università, apprezzandone i reperti e l’allestimento.
Il programma è ripreso nel pomeriggio con “Il racconto dei Bronzi di Riace”, sessione affidata a Daniele Castrizio, professore dell’Università di Messina, e a Saverio Autellitano, fotografo 3D delle statue. L’incontro, promosso dal Centro Studi sull’Italia diretto da Mara Borelli, ha affiancato la narrazione storico-archeologica alla documentazione visiva, mostrando come l’osservazione e le tecniche di riproduzione tridimensionale possano contribuire allo studio dei reperti e alla comunicazione del patrimonio culturale.
La giornata si è conclusa con un laboratorio rivolto all’insegnamento della lingua italiana attraverso i Bronzi di Riace, destinato a studenti dei livelli B1/B2 e C1/C2. Cristina Belloni, Mara Borelli e Maria Cavallo hanno illustrato le potenzialità dei beni archeologici nella didattica linguistica, mettendo in relazione l’apprendimento dell’italiano con la conoscenza della cultura e la lettura di fonti e immagini.
Tra i partecipanti era presente anche Silvestro Parise, consultore della Regione Calabria in Germania e presidente dell’associazione Kalabria Italiae Mundi e.V.. La sua partecipazione ha rappresentato un’occasione di collegamento tra il Centro Studi sull’Italia e la Calabria, contribuendo a valorizzare il rapporto tra l’ateneo tedesco e una regione italiana ancora poco conosciuta in diversi suoi aspetti. Parise ha inoltre coordinato il catering della pausa pranzo, organizzato con prodotti calabresi, ringraziando il Centro Studi per l’opportunità offerta e per l’apertura verso il territorio e le sue diverse espressioni culturali.
Il momento conviviale è stato curato da Francesco Morrone, maestro pizzaiolo e chef calabrese del ristorante-pizzeria Rizelli in Lussemburgo. I prodotti utilizzati sono stati donati dalla Bottega “La Calabrisella”, di Silvia Lettieri, a Cirò Marina. Ad accompagnare le specialità gastronomiche, una selezione di vini della cantina calabrese Tenuta Iuzzolini, anch’essa con sede a Cirò Marina.
Il simposio è stato promosso nell’ambito delle attività dell’Italienzentrum dell’Universität Trier, con il sostegno dell’Istituto Italiano di Cultura di Stoccarda, del Freundeskreis der Klassischen Archäologie an der Universität Trier e.V. e dell’Ascoli-Piceno-Trier Gesellschaft e.V.. L’iniziativa ha offerto un’occasione di confronto internazionale attorno ai Bronzi di Riace e al patrimonio culturale calabrese, rivolgendosi agli studiosi e a quanti, anche lontano dalla regione, mantengono un legame con la Calabria.


















