“Ciak. Si Beve!”, a Badolato cinema e futuro dei piccoli paesi

“Ciak. Si Beve!”, a Badolato cinema e futuro dei piccoli paesi
“Ciak. Si Beve!”, a Badolato cinema e futuro dei piccoli paesi

La rassegna “Ciak. Si Beve!” ha animato Piazza San Nicola con due serate tra cinema, passeggiate narrative e dibattiti dedicati a spopolamento, riabitazione, identità, rigenerazione e nuove prospettive per le aree interne calabresi

Grande partecipazione a Badolato, in provincia di Catanzaro, per “Ciak. Si Beve!”, la rassegna cinematografica settembrina ideata e promossa dal Club dei Vedovi Neri di Badoalto e coordinata dalla Compagnia Teatro del Carro nell’ambito del Centro di Residenza Artistica della Calabria “C.ReA” polo “MigraMenti”. L’iniziativa, sostenuta da MiC (FNSV) e Regione Calabria / Cultura (PAC 14/20) e patrocinata dal Comune di Badolato, ha richiamato nello scorso fine settimana cittadini, turisti, visitatori, artisti e attivisti.

A fare da cornice alle due serate è stata Piazza San Nicola, nel cuore dello storico rione Jusuterra, trasformata per l’occasione in uno spazio di incontro e confronto. La manifestazione è stata realizzata con la collaborazione di We’re South APS, Pro Loco Badolato APS e del team artistico SpopArt di Palazzo Gallelli, intrecciando la dimensione cinematografica con una riflessione sui possibili percorsi futuri dei piccoli centri e delle aree interne.

L’edizione di quest’anno ha assunto inoltre un significato particolare per la vicinanza al quarantesimo anniversario della provocazione mediatica “Badolato paese in vendita in Calabria”, lanciata il 7 ottobre 1986 dal giornalista Mimmo Lanciano per richiamare l’attenzione sul rischio di spopolamento e abbandono di Badolato, della Calabria e del Mezzogiorno.

Il primo appuntamento si è aperto con una passeggiata narrativa tra i vicoli di Badolato, partita da Palazzo Gallelli e accompagnata dagli attivisti di We’re South APS. Il percorso ha preceduto la proiezione di “Ritorno al tratturo”, documentario di Francesco Cordio e Filippo Tantillo, da cui ha preso avvio un confronto sui temi dello spopolamento, delle aree interne, della ri-abitazione, del lavoro e dei diritti, ma anche della rigenerazione urbana, rurale e sociale e della valorizzazione della terra attraverso progetti costruiti dal basso.

Nel dibattito, gli attivisti di We’re South hanno portato l’attenzione su possibili strategie concrete di sviluppo sostenibile, superando la sola narrazione nostalgica dei paesi che si svuotano. Si è discusso di nuove forme dell’abitare, connessioni territoriali ed economie locali circolari, insieme alla necessità di una governance territoriale pubblica e rigorosa, capace di programmare flussi e nuove residenzialità attraverso investimenti nelle infrastrutture sociali e la co-progettazione con gli abitanti.

Il confronto ha quindi guardato “Oltre lo spopolamento”, proponendo una lettura dei piccoli centri come luoghi nei quali possono emergere nuove possibilità di scelta e nuove ragioni dello stare. Una prospettiva rivolta non soltanto a chi continua a vivere nei territori, ma anche a chi decide di tornarvi o di arrivare, portando con sé esigenze e modalità differenti di abitare.

La seconda serata ha spostato invece l’attenzione sul legame tra territorio, radici e coesistenza, attraverso la proiezione di “Il mare nascosto” di Luca Calvetta. Il film ha coinvolto il pubblico presente in piazza e ha lasciato spazio al successivo confronto con il regista, l’attrice Anna Maria De Luca e diversi cittadini, artisti e attivisti del territorio.

Al centro della discussione è stato posto il rapporto tra arte, resistenza culturale, coesione sociale e identità, con particolare riferimento alla capacità dell’espressione artistica di contribuire al riscatto dei luoghi calabresi segnati da una lunga condizione di marginalità.

La partecipazione registrata nelle due serate ha accompagnato una rassegna che ha utilizzato cinema e confronto pubblico per affrontare le trasformazioni e le prospettive dei piccoli paesi e delle aree interne della Calabria.