Due anni di reclusione con pena sospesa e non menzione per la docente di una scuola dell’infanzia, accusata di maltrattamenti ai danni di alcuni bambini: la Corte d’Appello ha accolto la ricostruzione dell’accusa
La condanna per maltrattamenti in un asilo di Marcellinara, in provincia di Catanzaro, è stata confermata anche in Corte d’Appello. La maestra di una scuola dell’infanzia, già condannata per i fatti contestati ai danni di alcuni bambini, dovrà scontare una pena di due anni di reclusione, con sospensione della pena e non menzione.
Nella medesima vicenda giudiziaria era stata condannata anche un’altra maestra dello stesso asilo. La docente, giudicata con rito abbreviato, era stata condannata a un anno e quattro mesi di reclusione. La sentenza era stata successivamente confermata dalla Corte d’Appello e dalla Cassazione.
La decisione relativa alla seconda docente è arrivata al termine del procedimento d’appello, nel quale il collegio presieduto da Antonio Battaglia, con Maria Rosaria Di Girolamo e Luca Napolitano come giudici a latere, ha accolto la richiesta avanzata dalla Procura generale. Nel procedimento è intervenuto anche l’avvocato di parte civile Antonio Lomonaco.
Alla base dell’inchiesta vi erano alcune registrazioni audio-visive relative a episodi che, secondo la ricostruzione accusatoria, sarebbero avvenuti a partire dal gennaio 2017 all’interno della scuola.
Le registrazioni avrebbero documentato comportamenti ai danni di alcuni alunni, descritti nell’impianto accusatorio come atti di violenza fisica e psicologica. Ai bambini sarebbe stato inoltre imposto di non riferire ai genitori quanto accadeva nella scuola.
La Corte d’Appello ha quindi confermato la ricostruzione alla base della precedente condanna e la relativa pena di due anni di reclusione, mantenendo la sospensione e la non menzione.
ARTICOLO IN AGGIORNAMENTO: Marcellinara, la storia di una madre che ha scelto di non tacere


















