
Sabrina Gigliotti è morta dopo circa 40 giorni dalla comparsa di una lesione alla coscia, attribuita a un possibile morso di ragno violino. La famiglia denuncia presunte carenze nell’assistenza sanitaria e la Procura di Roma dispone l’autopsia per chiarire le cause del decesso
La morte di Sabrina Gigliotti, 39 anni, residente a Ostia e madre di due bambini, è al centro di un’inchiesta della Procura di Roma. La donna è deceduta il 25 ottobre 2026 all’ospedale San Camillo, dopo settimane di peggioramento delle condizioni di salute iniziate con una lesione alla coscia destra. Tra le ipotesi c’è quella di un morso di ragno violino, ma il collegamento non è stato ancora accertato.
La vicenda risale alla metà di settembre, quando Sabrina aveva avvertito prurito e dolore alla gamba, notando quello che sembrava il segno di una puntura d’insetto. Il 26 settembre si era rivolta al pronto soccorso dell’ospedale Grassi di Ostia, dove, secondo la ricostruzione dei familiari, era stata dimessa con una diagnosi di puntura d’insetto associata a infiammazione e una terapia antibiotica a base di Augmentin.
Poiché la ferita non guariva, la donna aveva successivamente raggiunto l’ospedale militare Celio di Roma, sottoponendosi a medicazioni periodiche. Nel frattempo, però, erano comparsi altri disturbi: forti dolori lombari e alle gambe, bruciori all’addome e alla schiena, seguiti da difficoltà motorie e da una tosse persistente.
Il 18 ottobre Sabrina era tornata al Grassi. Stando alla denuncia presentata dai parenti, riusciva ormai a camminare soltanto con l’aiuto delle stampelle. In quell’occasione le sarebbe stata prescritta una risonanza magnetica alla colonna vertebrale, senza disporre il ricovero. L’esame non sarebbe stato eseguito prima del successivo aggravamento.
La situazione è precipitata il 21 ottobre, quando una cugina, preoccupata per le condizioni della trentanovenne, ha richiesto l’intervento dei soccorsi. Trasportata nuovamente al Grassi, Sabrina presentava un quadro clinico estremamente grave, con un’infezione nel sangue e alterazioni importanti dei parametri ematici.
È stato quindi disposto il trasferimento all’Istituto Spallanzani di Roma, dove la paziente è stata sottoposta a intubazione. Secondo quanto riferito dai familiari, gli accertamenti avevano evidenziato gravi compromissioni a carico dei polmoni e del cuore, oltre ad altre complicazioni. La donna è stata successivamente trasferita al San Camillo, dove è morta quattro giorni dopo.
I fratelli di Sabrina, assistiti dall’avvocato Pablo De Luca, hanno presentato una denuncia ai carabinieri di Casal Palocco, chiedendo di verificare le cure ricevute e l’eventuale presenza di ritardi o omissioni nelle valutazioni mediche. L’esposto ha portato all’apertura di un fascicolo per omicidio colposo a carico di ignoti, coordinato dalla pubblico ministero Eleonora Fini.
L’autorità giudiziaria ha disposto l’autopsia, necessaria per stabilire le cause effettive della morte e verificare l’eventuale relazione con la lesione iniziale. Gli accertamenti dovranno inoltre ricostruire le condizioni cliniche della paziente durante i diversi accessi ospedalieri e valutare se siano emerse responsabilità nell’assistenza sanitaria.
Resta dunque da chiarire se la lesione fosse realmente provocata da un ragno violino e quale ruolo abbia avuto nell’evoluzione della malattia. Al momento, né la natura del presunto morso né eventuali responsabilità mediche risultano accertate.















