Notte Piccante, il bilancio della 19ª edizione. E Talarico rilancia il “Funerale del Lamento”
CATANZARO, 29 SETT 2026 – Si è conclusa con un bilancio positivo la 19ª edizione della Notte Piccante, la manifestazione che dal 18 al 20 settembre 2026 ha animato il centro storico di Catanzaro con musica, arte, cultura, gastronomia e tradizione calabrese.
A pochi giorni dalla chiusura della manifestazione, la Camera di Commercio di Catanzaro ha ospitato la conferenza stampa di bilancio, alla presenza di Roberto Talarico, promotore dell’iniziativa, e di Donatella Monteverdi, assessore alla Cultura del Comune di Catanzaro.
Tre giorni di festa che hanno riportato nel cuore della città il peperoncino, elemento simbolo della manifestazione, insieme ai sapori della tradizione, con il Morzeddhu catanzarese ancora una volta protagonista. Ma la Notte Piccante è stata anche musica, spettacolo e cultura, con una programmazione che ha cercato di mettere insieme l’anima più popolare dell’evento e appuntamenti di maggiore respiro culturale.
Tra i momenti più significativi di questa edizione anche il Premio Peperoncino Straordinario, assegnato a figure come Massimo Palanca, Ivan Colacino e Pietro Serra, a testimonianza del legame della manifestazione con personalità che hanno rappresentato e rappresentano Catanzaro e la Calabria.
Durante la conferenza stampa sono state ringraziate le istituzioni, le autorità e tutte le forze dell’ordine impegnate durante la manifestazione, insieme agli sponsor e ai partner che hanno contribuito alla sua realizzazione.
Un aspetto sul quale Roberto Talarico ha voluto porre particolare attenzione riguarda proprio il modello economico della manifestazione: la Notte Piccante non viene finanziata con fondi comunali. L’evento viene infatti realizzato grazie al lavoro dell’organizzazione, alle collaborazioni, ai partner e al sostegno degli sponsor.
Monteverdi: «Mettere insieme la dimensione locale con una dimensione più alta»
Nel bilancio dell’edizione 2026, l’assessore alla Cultura Donatella Monteverdi ha evidenziato soprattutto la capacità della manifestazione di proporre formule differenti e di rivolgersi a pubblici diversi.
«La Notte Piccante come ogni anno ha dato sempre qualcosa di nuovo e di diverso», ha spiegato Monteverdi, individuando in questa edizione un elemento di novità nella capacità di mettere insieme le iniziative più popolari che si sono svolte lungo corso Mazzini con appuntamenti maggiormente orientati alla ricerca culturale e musicale.
Il riferimento è anche agli eventi ospitati al San Giovanni, dove si sono tenuti concerti jazz di alto livello.
Per Monteverdi, la direzione da seguire è proprio quella di riuscire a coniugare la dimensione locale con una dimensione nazionale, facendo in modo che Catanzaro possa diventare sempre più un punto di riferimento anche per iniziative capaci di attirare l’attenzione dall’esterno.
«Quello che noi dobbiamo fare è sempre questo, cioè mettere insieme la dimensione locale con una dimensione più alta, più nazionale, che porti Catanzaro anche al centro degli interessi che vanno fuori la città», ha sottolineato l’assessore.
In questa prospettiva, gli eventi culturali possono diventare nuovi attrattori per la città. Una manifestazione di qualità, infatti, può contribuire a far conoscere Catanzaro e a creare le condizioni perché anche altri soggetti scelgano il capoluogo per organizzare iniziative e investire.
Monteverdi ha poi ribadito un concetto che, ha spiegato, accompagna il suo lavoro ormai da diversi anni: la crescita della città passa anche da un rapporto virtuoso tra pubblico e privato.
«Ben vengano le iniziative dei privati, dovrebbero essere sempre molti di più in modo da poter anche sollevare il pubblico e quindi i contribuenti dall’onere di tutto ciò», ha dichiarato.
Talarico: «Numeri impressionanti, dobbiamo fare ancora meglio»
Soddisfazione anche nelle parole di Roberto Talarico, promotore della Notte Piccante, che durante la conferenza stampa ha parlato di un’edizione caratterizzata da numeri importanti e da una grande partecipazione.
«Siamo molto soddisfatti perché abbiamo avuto comunque dei numeri impressionanti», ha dichiarato Talarico, soffermandosi innanzitutto sul lavoro svolto dalle forze dell’ordine.
Questura, Prefettura, Vigili del Fuoco, Polizia Locale, Guardia di Finanza e Carabinieri sono stati ringraziati per la collaborazione che, secondo quanto sottolineato dal promotore, ha consentito di garantire lo svolgimento della manifestazione senza incidenti e in maniera tranquilla.
Ma uno degli aspetti sui quali Talarico ha posto maggiore attenzione è quello turistico. L’organizzazione ha infatti lavorato per attirare a Catanzaro visitatori provenienti non soltanto dalla Calabria, ma anche dal resto d’Italia.
«Abbiamo puntato moltissimo sulla campagna per portare a Catanzaro turisti da ogni parte d’Italia e penso che un pochino ci siamo riusciti», ha spiegato.
Un dato che, secondo il promotore, rappresenta un risultato importante, ma anche uno stimolo a fare ancora meglio nelle prossime edizioni.
E proprio guardando al futuro, Talarico ha anticipato la volontà di lavorare a una nuova versione di uno degli appuntamenti più ironici legati alla manifestazione.
Il “Funerale del Lamento”: l’ironia sulla proverbiale lamentela catanzarese
Tra le idee per la prossima edizione c’è infatti quella di far “resuscitare” il Funerale del Lamento, un appuntamento costruito con ironia sulla tendenza, attribuita scherzosamente ai catanzaresi, a lamentarsi delle cose che accadono in città.
Talarico ha spiegato che l’intenzione è quella di riportarlo all’interno della manifestazione, ma con una formula ancora più spettacolare e artistica.
«Dobbiamo fare resuscitare il Funerale del Lamento perché, se non riusciamo ad accontentare tutti, questo lamento lo dobbiamo proprio fare morire», ha detto con ironia, aggiungendo che l’obiettivo è fare in modo che il funerale possa diventare un momento ancora più artistico.
Il tema si è poi collegato inevitabilmente alle critiche che spesso accompagnano gli eventi cittadini. Alla domanda su cosa dire a chi continua a lamentarsi a Catanzaro, Talarico ha risposto con una battuta altrettanto diretta: «Probabilmente dovrebbero cimentarsi a fare qualcosa invece che criticare e basta».
È questo, in fondo, lo spirito del Funerale del Lamento: trasformare una caratteristica che appartiene all’immaginario collettivo catanzarese in un’occasione di ironia, spettacolo e partecipazione.
Con la 19ª edizione ormai alle spalle, dunque, la Notte Piccante chiude il sipario ma non sembra intenzionata a fermarsi. Tradizione, cultura, turismo, musica e collaborazione tra pubblico e privato restano gli elementi sui quali costruire il futuro della manifestazione, con lo sguardo già rivolto alla prossima edizione e, soprattutto, al traguardo della 20ª Notte Piccante.

















