Rinascita Scott, appello bis a Catanzaro: chiesti fino a 20 anni per 15 imputati
CATANZARO, 14 OTT 2026 – Vent’anni di reclusione per Gregorio Niglia, sedici per Gregorio Gasparro e dodici per altri cinque imputati. Sono alcune delle richieste formulate dalla pubblica accusa nel nuovo passaggio davanti alla Corte d’Appello di Catanzaro per una parte del troncone con rito abbreviato del processo Rinascita Scott, la maxi inchiesta antimafia che ha segnato la storia giudiziaria del Vibonese.
La requisitoria è stata pronunciata dalla pm della Direzione distrettuale antimafia Annamaria Frustaci, applicata alla Procura generale nell’ambito del procedimento. Al centro dell’udienza c’è la rideterminazione delle pene per 15 imputati, dopo l’annullamento con rinvio disposto dalla Corte di Cassazione.
Il giudizio entra così in una nuova fase, nella quale i magistrati dovranno valutare le singole posizioni alla luce della pronuncia della Suprema Corte. Le richieste avanzate dall’accusa non rappresentano ancora la decisione definitiva: la parola passerà ora alle difese, prima che la Corte d’Appello si pronunci.
Gregorio Niglia, la richiesta più alta: 20 anni
La pena più elevata è stata sollecitata per Gregorio Niglia, detto “Lollo”, originario di Briatico. Per lui la pubblica accusa ha chiesto 20 anni di carcere. Niglia è assistito dagli avvocati Giuseppe Bagnato e Valerio Vianello Accorretti.
La richiesta successiva per entità riguarda Gregorio Gasparro, di San Gregorio d’Ippona, per il quale sono stati chiesti 16 anni di reclusione. I suoi difensori sono Dario Vannetiello e Diego Brancia.
Dodici anni è invece la pena richiesta per Vincenzo Mantella, di Vibo Valentia, difeso dagli avvocati Francesco Sabatino e Diego Brancia.
La medesima richiesta riguarda altri quattro imputati: Antonio Patania, di Sant’Onofrio, assistito dagli avvocati Tiziana Barillaro e Vincenzo Gennaro; Andrea Prestanicola, di Ionadi, difeso da Valerio Vianello Accorretti; Giovanni Rizzo, di Nicotera, rappresentato dagli avvocati Guido Contestabile e Pietro Antonio Corsaro; e Giuseppe Scriva, di Vibo Valentia, assistito dai legali Sergio Rotundo e Francesco Lojacono.
Il caso Mazzeo dopo la pronuncia della Cassazione
Tra le posizioni al vaglio della Corte c’è quella di Nicolino Pantaleone Mazzeo, di Mesiano di Filandari. Per lui la pm Frustaci ha chiesto due anni e sei mesi di reclusione, rispetto ai 14 anni inflitti nel precedente giudizio.
La riduzione richiesta si inserisce nel quadro processuale delineato dalla Cassazione, che ha annullato la decisione limitatamente al capo relativo all’associazione mafiosa. Mazzeo è difeso dagli avvocati Francesco Lojacono e Daniela Garisto.
Il nuovo passaggio giudiziario dovrà quindi tenere conto degli effetti della pronuncia della Suprema Corte sulla posizione dell’imputato e sulla determinazione della pena.
Le altre richieste: da un anno e quattro mesi a sei anni
Le restanti posizioni comprendono richieste di pena di diversa entità.
Per Fabio De Gaetano, di Rombiolo, sono stati chiesti sei anni di reclusione. L’imputato è difeso dagli avvocati Antonio Barillari e Guido Contestabile. Per Nicola De Gaetano, anch’egli di Rombiolo, la richiesta è invece di due anni e quattro mesi; il suo legale è Francesco Calabrese.
La pubblica accusa ha sollecitato un anno e sei mesi per Giuseppe De Certo, di Nicotera, assistito dagli avvocati Francesco Capria e Dario Vannetiello. Per Francesco Iannello, di San Gregorio d’Ippona, sono stati chiesti quattro anni di reclusione. I suoi difensori sono Salvatore Staiano e Valerio Vianello Accorretti.
Un anno e quattro mesi è la pena richiesta per Maria Carmelina Lo Bianco, di Vibo Valentia, difesa dall’avvocato Diego Brancia.
Per Lulezim Shkurtaj, nato in Albania, la richiesta è di sei anni di carcere. L’imputato è assistito dagli avvocati Maria Cristina Masetti e Domenico Leto. Infine, per Luigi Vitrò, di Vibo Valentia, sono stati chiesti tre anni di reclusione. I suoi difensori sono Giovanni Vecchio e Sergio Rotundo.
I Comuni e le istituzioni costituiti parte civile
Nel procedimento figurano numerose parti civili, tra cui diversi Comuni del Vibonese, rappresentati dagli avvocati Domenico Paglianiti, Domenico Sorace, Massimiliano De Benetti, Domenico Talotta, Maria Antonietta La Monica, Antonella Fava Smiriglia e Paolo Del Giudice.
Il Comune di Vibo Valentia è assistito dall’avvocata Maristella Paolì, mentre la Provincia è rappresentata dall’avvocata Maria Rosa Pisani. Per la Regione Calabria è costituito l’avvocato Michele Rausei.
Tra le parti civili compare anche l’Associazione antiracket della provincia di Vibo, rappresentata dall’avvocata Maria Antonietta La Monica. Sono inoltre presenti la Presidenza del Consiglio dei ministri, il Ministero dell’Interno e il commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura, rappresentati dall’Avvocatura generale dello Stato.
Difese in aula il 12 gennaio 2027
Il prossimo passaggio indicato nel calendario del procedimento è fissato per il 12 gennaio 2027, quando è prevista la discussione dei difensori. Sarà un momento centrale per il confronto sulle richieste formulate dalla Procura generale e sulle singole posizioni processuali.
Al termine delle discussioni, la Corte d’Appello di Catanzaro sarà chiamata a pronunciarsi sulla rideterminazione delle pene nell’ambito del giudizio di rinvio. Fino alla decisione dei giudici, le richieste formulate in requisitoria restano conclusioni dell’accusa e non possono essere considerate condanne definitive.


















