“Untitled n°22 (landscape for disappearing angels)” arriva sabato 31 ottobre all’Auditorium Comunale di Polistena: la performance del Collettivo Polka Dots attraversa l’universo fotografico di Francesca Woodman, trasformando il corpo in linguaggio attraverso parola, danza, suono e video
Il corpo come strumento espressivo, il rapporto tra identità e spazio e il confine sottile tra bellezza e fragilità sono al centro di “Untitled n°22 (landscape for disappearing angels)”, lo spettacolo scritto e diretto da Daniela Vitale, in programma sabato 31 ottobre alle 19:30 all’Auditorium Comunale di Polistena, in provincia di Reggio Calabria. La performance, realizzata dal Collettivo Polka Dots, nasce dall’incontro dell’autrice con le fotografie dell’artista americana Francesca Woodman.
Prodotto da Teatro del Carro, il lavoro mette in dialogo l’immaginario della fotografa con quello dell’attrice e performer in scena, intrecciandolo alle figure femminili incontrate durante il processo creativo. Il progetto ha vinto Migra-Menti e il Bando Cura 2025 ed è stato sostenuto in residenza da Dracma nel 2024. La produzione si avvale inoltre del sostegno di Dracma, del Bando Cura – Teatro del Lemming, Centro di residenza del Veneto, e di Florian Metateatro.
Il punto di partenza è l’opera di Woodman, fotografa morta suicida a soli 22 anni, che attraverso immagini intime, enigmatiche e surreali ha esplorato il corpo, la vulnerabilità e le possibilità simboliche dell’identità femminile. Un universo visivo che Daniela Vitale rilegge attraverso la propria esperienza artistica e che diventa materia di una narrazione scenica.
«Osservando i suoi scatti si ha la sensazione di guardarsi allo specchio: esplorando l’infinito potenziale simbolico del proprio corpo, Woodman spalanca un abisso. La sua identità femminile è oltre il genere, è nella sua relazione con lo spazio, nel confine tra vita e morte, è un modo di gioire, soffrire e desiderare, una misteriosa forma di godimento che ‘ha a che fare con l’infinito ed è fuori legge ma non fuori corpo», scrive Vitale nelle note di regia.
La costruzione dello spettacolo attinge ai diari di Woodman, alle fiabe e ai miti presenti nei suoi scritti, alle testimonianze e alla forza evocativa delle fotografie. Le immagini non rimangono semplici riferimenti visivi, ma diventano il punto di partenza per sviluppare una performance in cui il corpo assume il ruolo di linguaggio, portando in superficie emozioni e contrasti: desiderio e paura, orrore e bellezza, violenza e delicatezza.
La drammaturgia si sviluppa attraverso capitoli che riprendono i titoli delle serie fotografiche dell’artista. La narrazione prende forma attraverso parola, suono, danza e video, in un percorso che traduce le immagini in esperienza scenica e accompagna il pubblico nell’universo espressivo della fotografa.
Daniela Vitale, attrice, autrice e regista originaria di Catanzaro, ha lavorato con diversi registi e registe, tra cui Lilo Baur, Benedetto Sicca, Carlo Cerciello, Giuliano Scarpinato, Jacopo Gassman e Francesco Saponaro. Nel suo percorso formativo ha incontrato realtà e artisti come Peeping Tom, Romeo Castellucci e Sosta Palmizi. Come performer ha collaborato con OHT presso Centrale Fies, a Dro, mentre dal 2013 lavora con n.O. (Dance 4irst Think later), progetto di Elena Gigliotti e Dario Aita, vincitore del Premio Scenario 2013.
Tra i suoi lavori figurano “Odissea Tra(u)m-a”, di cui è autrice, regista e interprete, e “Brecht Dance”, scritto, diretto e interpretato insieme a Elena Gigliotti.


















