Il 25 e 26 settembre l’Università della Calabria ospita la seconda edizione di CalabriaSonno 2026, il congresso dedicato alle nuove frontiere nella diagnosi e nel trattamento dei disturbi del sonno tra medicina, tecnologie innovative e approccio multidisciplinare
Sarà l’Università della Calabria, a Rende, in provincia di Cosenza, a ospitare il 25 e 26 settembre 2026 la seconda edizione di CalabriaSonno 2026, congresso scientifico dedicato alla Medicina del Sonno. Al centro dell’appuntamento, dal titolo “Il sonno come malattia cronica: nuove frontiere nella diagnosi e nel trattamento”, ci saranno l’evoluzione dei percorsi diagnostico-terapeutici, le nuove tecnologie e il confronto tra competenze mediche, scientifiche e ingegneristiche.
L’iniziativa si svolgerà nell’Aula Magna “B. Andreatta” dell’Università della Calabria e nasce nell’ambito delle attività scientifiche legate alla Medicina del Sonno. Il congresso riunirà professionisti provenienti da discipline differenti per analizzare le acquisizioni più recenti nel settore e discutere le prospettive che potrebbero orientarne gli sviluppi futuri.
Il punto di partenza è il ruolo che il sonno riveste nella salute della persona. Non si tratta soltanto di una funzione fisiologica, ma di un elemento strettamente connesso al benessere e al funzionamento dell’organismo. Quando il sonno viene compromesso, le conseguenze possono riflettersi sulla qualità della vita e inserirsi all’interno di quadri clinici complessi, che richiedono competenze diverse e una presa in carico integrata.
Negli ultimi anni, proprio questa consapevolezza ha assunto un peso crescente nella comunità scientifica internazionale. La maggiore complessità dei pazienti rende necessario un confronto più stretto tra professionalità differenti e una concezione della salute del sonno inserita nella valutazione complessiva della persona.
CalabriaSonno 2026 affronterà quindi l’evoluzione dei percorsi dedicati ai disturbi del sonno, mettendo in relazione le diverse fasi della presa in carico: dalla valutazione clinica alla diagnosi, dal trattamento al monitoraggio. Particolare attenzione sarà riservata anche agli strumenti tecnologici che stanno cambiando le modalità con cui vengono effettuati screening, diagnosi e trattamenti.
Uno degli elementi caratterizzanti del congresso sarà proprio il dialogo tra professionalità medico-chirurgiche e ingegneristiche, in un confronto che punta a mettere in relazione medicina, ricerca e innovazione tecnologica.
Dispositivi, strumenti diagnostici e nuove soluzioni rappresentano infatti un settore destinato ad assumere un peso sempre maggiore sia nella ricerca sia nell’attività clinica. Durante CalabriaSonno 2026 verrà affrontato il possibile contributo di queste innovazioni alla costruzione di percorsi più efficaci e personalizzati per individuare e trattare i disturbi del sonno.
La prospettiva proposta è quella di una Medicina del Sonno multidisciplinare, nella quale le conoscenze cliniche e scientifiche possano dialogare con le competenze tecnologiche per affrontare la crescente complessità dei bisogni dei pazienti.
Il congresso è promosso dalla dottoressa Paola Elisa Scarpino, esperta del sonno AIMS dell’Ambulatorio di Medicina del Sonno di Cosenza, Distretto Sanitario Cosenza-Savuto dell’ASP di Cosenza, insieme al professor Claudio Liguori, esperto del sonno AIMS presso il Centro di Medicina del Sonno del Policlinico Universitario di Roma Tor Vergata.
Con la seconda edizione, CalabriaSonno 2026 punta inoltre a rafforzare il confronto scientifico sulla Medicina del Sonno e a favorire una maggiore diffusione della cultura della diagnosi e del trattamento dei disturbi del sonno, mantenendo al centro la persona e l’esigenza di un percorso assistenziale sempre più completo.
Il congresso si svolgerà il 25 settembre dalle ore 13 alle 18.15 e il 26 settembre dalle 8.30 alle 14.30, nell’Aula Magna “B. Andreatta” dell’Università della Calabria, a Rende.


















