A Casignana la proposta di istituire un nuovo riconoscimento nazionale dedicato all’archeologia e al turismo storico: il 4 settembre il Dialog Festival riunisce istituzioni, studiosi e amministratori per costruire una strategia condivisa di valorizzazione del patrimonio della Locride
La Locride punta a diventare un laboratorio nazionale per la valorizzazione del patrimonio storico e archeologico. È questo l’obiettivo della proposta per l’istituzione della “Capitale Italiana dell’Archeologia e del Turismo Storico”, che sarà presentata il 4 settembre alla Villa Romana di Casignana (RC), nell’ambito della terza edizione del Dialog Festival.
L’appuntamento, previsto alle 17.30, sarà inserito nel Forum “Archeologia, Territorio e Futuro”, pensato come un confronto tra ricerca scientifica, istituzioni, amministrazioni locali e operatori impegnati nello sviluppo culturale e turistico. L’idea è andare oltre la semplice promozione dei singoli siti per costruire una visione complessiva del territorio.
La proposta nasce all’interno del tema scelto per il Dialog Festival 2026, “Il Mediterraneo che resiste. La Calabria al centro di una nuova geografia culturale”. Una prospettiva che interpreta la Calabria non come periferia, ma come punto di connessione tra Mediterraneo ed Europa, patrimonio storico e contemporaneità, comunità locali e nuove forme di economia legate alla conoscenza.
A promuovere il progetto sono Officine delle Idee e il PIC – Polo di Innovazione Cultura e Turismo Cassiodoro – Regione Calabria. La candidatura della Locride parte dalla convinzione che la sua forza non risieda soltanto nella presenza di singole emergenze archeologiche, ma nella possibilità di collegare all’interno di un’unica destinazione beni, paesaggi e comunità.
In questo sistema rientrerebbero realtà come Locri Epizefiri, Kaulon e la Villa Romana di Casignana, insieme agli altri siti distribuiti sul territorio. L’obiettivo è trasformare questo patrimonio frammentato in una rete archeologica integrata, capace di mettere in relazione tutela, ricerca, formazione, innovazione, accessibilità e servizi turistici.
La presentazione della proposta sarà affidata ad Antonio Blandi, project manager dell’iniziativa e direttore artistico del Dialog Festival. Ad aprire i lavori sarà Franco Crinò, presidente del Consiglio comunale di Casignana, mentre le conclusioni saranno affidate a Giacomo Crinò, vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria.
Al confronto prenderanno parte Gianluca Grassigli, archeologo dell’Università degli Studi di Perugia e docente di Archeologia romana, Guido Mignolli, direttore del GAL Terre Locridee, Fortunato Cozzupoli, presidente del PIC Cassiodoro, e Francesco Macrì, presidente del GAL Terre Locridee.
Uno degli aspetti centrali dell’iniziativa sarà il coinvolgimento diretto delle amministrazioni locali. Al Forum parteciperanno infatti i sindaci di Casignana, Bruzzano Zeffirio, Marina di Gioiosa Ionica, Locri, Portigliola, Africo, Ferruzzano, Samo, Gioiosa Ionica e Motta San Giovanni.
La presenza congiunta dei rappresentanti istituzionali vuole rafforzare una concezione della Locride come un unico sistema culturale, nel quale ciascun Comune possa conservare le proprie peculiarità contribuendo allo stesso tempo a una strategia territoriale comune.
La prospettiva è quindi quella di passare dalla valorizzazione isolata dei monumenti alla costruzione di una destinazione archeologica riconoscibile a livello nazionale, capace di generare nuove opportunità per turismo, occupazione qualificata, ricerca e servizi.
Il programma del 4 settembre proseguirà con un secondo momento dedicato alla ricerca scientifica. L’incontro “Quando la geofisica incontra l’archeologia” approfondirà il ruolo delle tecniche di indagine del sottosuolo nello studio e nella tutela dei beni culturali.
A confrontarsi saranno Andrea Maria Gennaro e Antonio Scrivo, funzionari della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, il geologo Giuseppe Ferraro, specializzato nelle indagini geofisiche applicate ai beni culturali, e nuovamente Gianluca Grassigli.
L’utilizzo della geofisica applicata all’archeologia permette di ampliare le possibilità di ricerca anche quando ciò che interessa agli studiosi non è ancora visibile in superficie. Un approccio che lega dunque innovazione e tutela e che può fornire nuovi strumenti per programmare gli interventi futuri sul patrimonio.
Il Forum di Casignana arriva nel quadro di una terza edizione del Dialog Festival che intende utilizzare la cultura come spazio di discussione sulle prospettive della Calabria. Dopo l’appuntamento del 3 settembre, dedicato al turismo e alle nuove possibilità di crescita e con la partecipazione di Francesca Pascale, il programma entrerà quindi nel vivo con la riflessione sull’archeologia.

















