Il Parco Li Comuni di Siano torna pienamente accessibile dopo il percorso di recupero seguito all’incendio del 2021, con tre giornate dedicate a ambiente, trekking e mountain bike
Il Parco Li Comuni di Siano, a Catanzaro, riaprirà integralmente alla città dal 25 settembre 2026, a cinque anni dal grave incendio dell’agosto 2021. La restituzione del polmone verde alla comunità arriva al termine di un percorso di recupero, cura e messa in sicurezza che ha coinvolto il Comune di Catanzaro, Calabria Verde, il mondo universitario e diverse realtà associative del territorio. Per accompagnare la riapertura sono state organizzate tre giornate, dal 25 al 27 settembre, dedicate alla tutela ambientale, all’escursionismo e allo sport all’aria aperta.
La prima iniziativa è prevista per venerdì 25 settembre alle ore 11, quando si terrà la cerimonia ufficiale di riapertura e restituzione dell’area alla comunità. Saranno presenti il sindaco di Catanzaro Nicola Fiorita, l’assessore regionale all’Ambiente Antonio Montuoro, la vicesindaca Giusi Iemma, l’assessora all’Ambiente e alla Transizione Ecologica Irene Colosimo e l’assessore al Patrimonio e allo Sport Antonio Battaglia.
Interverranno inoltre il direttore generale di Calabria Verde, Giuseppe Oliva, l’agronomo Giuseppe Mancuso, il professor Andrea Rosario Proto dell’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria, la presidente di Legambiente Calabria, Anna Parretta, e Vincenzo Costantino, già assessore e coinvolto nel percorso di valorizzazione del parco. Dopo gli interventi è prevista l’apertura ufficiale degli accessi, seguita da una visita guidata nell’area.
Il programma proseguirà sabato 26 settembre dalle ore 9 con una giornata dedicata al trekking e alla conoscenza del paesaggio. In questa occasione sarà inaugurato il primo sentiero ufficialmente tracciato dal Club Alpino Italiano all’interno del Bosco Li Comuni. Si tratta dell’“Anello del Bosco Li Comuni”, inserito nella rete sentieristica ufficiale del CAI e destinato a diventare un itinerario stabile per le attività escursionistiche.
Alla presentazione prenderanno parte il presidente della Sezione CAI di Catanzaro, Piergiorgio Iannaccaro, Francesco Colao (ORTAM), Marco Garcea (SOSEC) e i soci dell’associazione. Saranno loro a guidare la successiva camminata inaugurale lungo il nuovo percorso.
La tre giorni si concluderà domenica 27 settembre con un appuntamento dedicato alla mountain bike. L’iniziativa è curata dall’A.S.D. Swattati Team Catanzaro, guidata da Simone Lembo, e prevede la seconda edizione della “XC Pineta di Siano”, gara inserita nel Campionato Regionale MTB UISP.
L’appuntamento sportivo rientra nelle attività previste dal Patto di Collaborazione complesso recentemente sottoscritto con il Comune di Catanzaro. L’accordo affida all’associazione la cura dei sentieri, la realizzazione di nuove piste, la gestione dell’area fitness e l’avvio della prima scuola cittadina di Mountain Bike. Il patto prevede inoltre che tutti i ricavi vengano reinvestiti nella tutela e nello sviluppo del parco.
La riapertura del Parco Li Comuni è accompagnata anche da specifiche regole per la fruizione dell’area, contenute nell’ordinanza firmata dal sindaco Nicola Fiorita. Il provvedimento dispone che l’accesso e la permanenza avvengano con prudenza, rispettando la segnaletica e i percorsi, tenendo conto delle caratteristiche di un’area naturale e forestale non presidiata.
I visitatori dovranno rimanere sui sentieri e sui percorsi accessibili, prestando attenzione al fondo irregolare, alle radici, alle pigne, ai rami secchi e agli altri possibili ostacoli, oltre che all’eventuale caduta accidentale di materiale vegetale dagli alberi. È vietato accendere fuochi o svolgere attività che possano provocare incendi; in caso di emergenza dovranno essere contattati il 112 o i Vigili del Fuoco al 115, seguendo le indicazioni delle autorità per allontanarsi dall’area.
Particolari disposizioni riguardano anche la fauna. Gli utenti non dovranno disturbare, spaventare, avvicinare o alimentare gli animali. In caso di ritrovamento di fauna ferita o impossibilitata a muoversi, è previsto che non si intervenga direttamente, ma che venga segnalata la presenza al 112, richiedendo l’intervento dei Carabinieri Forestali.
L’ordinanza richiama inoltre al rispetto dell’ambiente e al corretto smaltimento dei rifiuti. Chi frequenta il parco dovrà portare con sé i propri rifiuti e conferirli successivamente negli appositi contenitori, considerata la possibile assenza di cestini nelle aree naturali e forestali. Eventuali rifiuti trovati lungo i percorsi potranno essere raccolti esclusivamente quando l’operazione possa essere effettuata in sicurezza, mentre quelli ingombranti, pericolosi o difficili da rimuovere dovranno essere segnalati agli uffici comunali competenti. È vietato inoltre danneggiare la vegetazione, spezzando, recidendo o sradicando piante o parti di esse, così come asportare altri elementi naturali.
Sui sentieri tracciati dal CAI e sulle piste di mountain bike è inoltre vietato introdurre o utilizzare mezzi motorizzati, fatta eccezione per quelli di soccorso, vigilanza, servizio e manutenzione espressamente autorizzati.
L’amministrazione comunale mantiene infine la possibilità di disporre chiusure o limitazioni temporanee, totali o parziali, qualora si rendano necessarie per lavori di manutenzione, condizioni meteorologiche avverse, rischio incendi, emergenze o altre esigenze legate alla sicurezza e alla tutela ambientale.
La fruizione del Parco Li Comuni avverrà sotto la responsabilità personale dei visitatori, mentre per i minori la responsabilità ricadrà sugli adulti che li accompagnano. Gli utenti sono chiamati a valutare preventivamente le proprie capacità, le condizioni meteorologiche, lo stato dei percorsi e i rischi normalmente legati alla frequentazione di un ambiente boschivo.
In caso di incendio o altra emergenza, l’ordinanza prescrive di allontanarsi immediatamente dall’area, seguire le indicazioni delle autorità e contattare il Numero Unico di Emergenza 112.
Per le violazioni delle disposizioni è prevista una sanzione amministrativa da 25 a 500 euro, ai sensi dell’articolo 7 bis del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, salvo che il fatto costituisca reato.


















