Legambiente si costituisce parte civile nel procedimento sulla fuoriuscita di circa 15 mila metri cubi di percolato dalla discarica di località Pipino: la prossima udienza è stata fissata al 10 novembre 2026
Si è aperto davanti al G.U.P. del Tribunale di Castrovillari il procedimento sul disastro ambientale di Scala Coeli, in provincia di Cosenza, legato all’episodio verificatosi il 22 giugno 2023 nella discarica di rifiuti speciali non pericolosi di località Pipino, di proprietà della società Bieco S.r.l..
Al centro della vicenda c’è la fuoriuscita di circa 15.000 metri cubi di percolato, che dalla discarica si riversarono nel reticolo idrografico del fiume Nicà, fino a raggiungere successivamente il Mar Ionio. Agli indagati vengono contestati diversi capi di imputazione, tra cui quello relativo al reato di disastro ambientale, per un episodio che ha interessato il territorio e gli ecosistemi attraversati dal percolato.
Alla prima udienza ha partecipato l’avvocato Rodolfo Ambrosio, del CeAG Calabria, che assiste Legambiente in tutte le sue articolazioni. Il legale ha depositato l’atto con cui l’associazione si è costituita parte civile attraverso il Circolo Legambiente Nicà APS di Scala Coeli, Legambiente Calabria e Legambiente nazionale.
Il procedimento è stato quindi rinviato al 10 novembre 2026, data fissata per la prossima udienza.
Legambiente ha annunciato che continuerà a seguire l’evoluzione giudiziaria della vicenda attraverso le proprie articolazioni territoriali e nazionale, ritenendo necessario chiarire quanto accaduto e accertare le eventuali responsabilità.
L’associazione ha inoltre ribadito la propria fiducia nell’operato della magistratura, affidandosi alla competenza e all’imparzialità dei giudici del Tribunale di Castrovillari e sottolineando il rispetto del lavoro della giustizia e del principio di presunzione di innocenza.


















