Patrick Stewart è morto a 86 anni nella sua casa di Los Angeles: l’attore britannico, celebre per i ruoli del capitano Jean-Luc Picard e del professor Charles Xavier, aveva affrontato l’Alzheimer e la demenza a corpi di Lewy
Il mondo del cinema e del teatro piange Patrick Stewart, scomparso all’età di 86 anni nella sua abitazione di Los Angeles. La notizia è stata diffusa venerdì 30 ottobre 2026, attraverso una dichiarazione pubblicata dalla famiglia sui suoi canali social. L’attore britannico, diventato celebre a livello internazionale interpretando il capitano Jean-Luc Picard in Star Trek e il professor Charles Xavier nella saga di X-Men, è morto mercoledì dopo un percorso segnato dalla malattia di Alzheimer e dalla demenza a corpi di Lewy.
Nel comunicato, i familiari hanno raccontato che Stewart è stato assistito fino alla fine dalla moglie Sunny Ozell, circondato dall’affetto dei suoi cari. Durante la malattia, hanno ricordato, non sono mancati momenti di musica dal vivo, preghiere, lacrime e risate. La famiglia ha inoltre voluto sottolineare il legame dell’attore con il teatro, la sua attività filantropica e l’impegno portato avanti nel corso degli anni a favore delle vittime di violenza domestica, dei veterani e della tutela degli animali.
Nato a Mirfield, nel West Yorkshire, Stewart aveva costruito le basi della propria carriera sul palcoscenico. Dopo gli studi alla Old Vic Theatre School di Bristol, era entrato nella Royal Shakespeare Company, con cui aveva lavorato per quattordici anni, affrontando personaggi come Oberon, Marco Antonio, Enrico IV e Shylock. La formazione shakespeariana sarebbe rimasta una componente distintiva della sua recitazione, contribuendo a rendere riconoscibile la sua presenza anche sul grande e piccolo schermo.
La svolta internazionale arrivò nel 1987, quando fu scelto per interpretare il capitano Picard in Star Trek: The Next Generation. La serie, andata in onda per sette anni e articolata in 178 episodi, trasformò Stewart in uno dei volti più riconoscibili della fantascienza televisiva. Il personaggio dell’ufficiale al comando della nave stellare USS Enterprise tornò anche in quattro film cinematografici e nella successiva serie Star Trek: Picard.
Un altro ruolo destinato a entrare nell’immaginario popolare fu quello del professor Charles Xavier, guida degli X-Men, interpretato a partire dal film del 2000. Nella saga Marvel, Stewart portò sullo schermo un personaggio caratterizzato da autorevolezza, intelligenza e umanità, condividendo diverse scene con Ian McKellen, interprete di Magneto e suo grande amico anche nella vita privata.
La sua carriera cinematografica non si limitò ai due universi che lo resero celebre. Tra le altre interpretazioni figurano Excalibur di John Boorman, nel 1981, e Dune di David Lynch, nel 1984. Nel 2016 partecipò inoltre a Green Room, thriller diretto da Jeremy Saulnier nel quale vestì i panni di un personaggio radicalmente diverso dai suoi ruoli più noti: un leader neonazista.
Accanto al cinema, Stewart non abbandonò mai il teatro. Si esibì nel West End londinese e a Broadway, ottenendo anche una candidatura al Tony Award per la sua interpretazione di Macbeth. Nel corso della carriera seppe inoltre mostrare le proprie capacità comiche con numerose apparizioni in produzioni animate come I Griffin, American Dad! e I Simpson.
La notizia della scomparsa ha suscitato numerosi messaggi di cordoglio. Ian McKellen, suo amico di lunga data e collega nella saga di X-Men, lo ha ricordato come una persona da ammirare e amare, definendolo uno degli attori più rispettati e amati della sua generazione. Anche William Shatner, storico interprete del capitano James T. Kirk in Star Trek, ha reso omaggio al collega, sottolineandone l’intelligenza, la grazia e la profonda umanità. Hugh Jackman, volto di Wolverine, ha parlato della perdita di un grande interprete e di un amico dal quale aveva imparato molto.
La famiglia ha ricordato infine anche il suo impegno fuori dal mondo dello spettacolo: Stewart era stato patrono dell’associazione Refuge, attiva nel sostegno alle persone vittime di violenza domestica, una causa alla quale si era avvicinato anche raccontando pubblicamente le violenze subite dalla madre durante la propria infanzia.















