Bosnia, precipita un elicottero italiano: quattro militari morti

Un elicottero CH-47 Chinook dell'Esercito Italiano. Foto: Italian Army – Wikimedia Commons, CC BY 2.5.
Un elicottero CH-47 Chinook dell'Esercito Italiano. Foto: Italian Army – Wikimedia Commons, CC BY 2.5.

L’incidente è avvenuto nel distretto di Brčko durante un’attività della missione EUFOR Althea: a bordo del CH-47 Chinook c’erano 15 persone, undici i feriti. Ancora da chiarire le cause dello schianto

Quattro militari italiani hanno perso la vita e altri undici sono rimasti feriti nello schianto di un elicottero dell’Esercito avvenuto nel pomeriggio di giovedì 29 ottobre, nel distretto di Brčko, nel nord della Bosnia-Erzegovina. Il velivolo, un CH-47 Chinook impegnato nella missione europea EUFOR Althea, è precipitato nei pressi del villaggio di Gorice, mentre era impegnato in un’attività di routine. A bordo si trovavano complessivamente 15 persone.

Le quattro vittime sono il sergente Simone Ruggia e il sergente Claudio Marchesi, appartenenti all’Esercito Italiano, e il tenente Franco Adriano Zecchillo e il sergente Laura Procacci, in servizio presso il Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana. Tra loro anche una donna. Gli undici feriti sono stati trasferiti negli ospedali di Brčko e Tuzla: secondo le informazioni diffuse dal Ministero della Difesa, nessuno si trova in pericolo di vita.

Ruggia e Marchesi erano in servizio presso il Comando Aviazione dell’Esercito di Viterbo, nel primo reggimento Antares. Le prime ricostruzioni indicano che il Chinook coinvolto nell’incidente potrebbe essere partito proprio da Viterbo nella mattinata di mercoledì. Zecchillo e Procacci facevano invece parte del Corpo Militare della Croce Rossa, impegnato nelle attività della missione.

Le operazioni di soccorso sono scattate immediatamente dopo lo schianto, con l’intervento dei militari di EUFOR, dei vigili del fuoco e della protezione civile. Particolarmente complesse le attività di recupero delle vittime, rimaste intrappolate tra i resti del velivolo. L’elicottero è precipitato in un’area rurale e disabitata, non lontana dalle prime abitazioni del villaggio.

Restano da accertare le cause dell’incidente. Tra le ipotesi prese in considerazione dagli investigatori figura un possibile impatto con cavi dell’alta tensione, ma al momento non esistono conferme. Secondo quanto riferito dall’ambasciatrice italiana in Bosnia-Erzegovina, Sarah Castellani, lo schianto sarebbe avvenuto durante la fase di decollo dall’aeroporto di Brčko, poco dopo la partenza. Alcuni testimoni hanno raccontato di aver visto il velivolo procedere a bassa quota e compiere diverse virate prima di precipitare. Le condizioni meteorologiche, stando alle prime informazioni, erano buone.

Il comando della missione ha annunciato l’apertura di un’indagine approfondita per ricostruire la dinamica e individuare eventuali responsabilità. Anche il Ministero della Difesa ha disposto accertamenti e l’invio di un’équipe medica italiana per affiancare il personale sanitario locale e garantire assistenza ai feriti.

L’incidente ha coinvolto un mezzo impiegato nell’ambito di EUFOR Althea, l’operazione militare dell’Unione europea avviata nel 2004 per contribuire alla stabilità della Bosnia-Erzegovina, sostenendo le autorità locali e formando le forze armate del Paese. La missione è a guida italiana dal gennaio 2026, sotto il comando del generale Maurizio Fronda. Vi partecipano circa 1.600 militari provenienti da 24 Paesi, con il contingente italiano più numeroso, composto da circa 300 unità. Il quartier generale si trova a Camp Butmir, nei pressi di Sarajevo.

Il Chinook, prodotto dalla statunitense Boeing e caratterizzato dalla presenza di due rotori, è un elicottero da trasporto pesante utilizzato da numerose forze armate per la sua capacità di carico, che può arrivare fino a 50 persone.

Alla notizia della tragedia sono seguiti i messaggi di cordoglio delle istituzioni. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha espresso vicinanza alle famiglie delle vittime attraverso un messaggio rivolto al capo di Stato Maggiore della Difesa, Luciano Portolano. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha manifestato la propria solidarietà ai familiari e a quanti sono impegnati nella missione. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha parlato di un dolore immenso, mentre il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha assicurato il supporto della Farnesina. Anche la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha espresso cordoglio per i quattro militari e vicinanza ai feriti e alle Forze Armate.