Il Consiglio regionale abroga la norma voluta da Roberto Occhiuto per ampliare la Giunta: al centro della decisione anche il referendum popolare e i 7 milioni di euro necessari per organizzare la consultazione
In Calabria il Consiglio regionale ha approvato l’abrogazione della legge che avrebbe consentito al presidente della Regione Roberto Occhiuto di ampliare la composizione dell’esecutivo attraverso la nomina di nuovi sottosegretari. La decisione arriva mentre resta aperta la vicenda del referendum popolare promosso dall’opposizione e autorizzato dalla Corte d’Appello di Catanzaro.
La norma, la legge regionale numero 9 del 3 marzo 2026, aveva modificato lo statuto dell’ente consentendo di portare da 7 a 9 i componenti dell’esecutivo regionale, introducendo quindi la possibilità di nominare sottosegretari oltre agli assessori. La proposta per cancellarla è stata presentata dai consiglieri Pierluigi Caputo di Occhiuto Presidente, Angelo Brutto di Fratelli d’Italia, Giuseppe Mattiani della Lega e Vito Pitaro di Noi moderati.
Tra le motivazioni della decisione figura anche il costo della consultazione popolare. Secondo la proposta approvata dal Consiglio regionale, lo svolgimento del referendum avrebbe richiesto 7 milioni di euro, oltre a un immediato esborso per gli adempimenti preliminari. La maggioranza ha quindi motivato l’abrogazione con la necessità di tutelare le risorse pubbliche, evitando una spesa considerevole in una situazione ancora caratterizzata da incertezza.
La vicenda referendaria non è però ancora definitivamente chiusa. Il procedimento è infatti oggetto di un contenzioso davanti al Consiglio di Stato: l’udienza cautelare è fissata per il 15 ottobre, mentre quella di merito è prevista per il 26 novembre.
La nuova legge è stata approvata da tutti i consiglieri regionali, compresi quelli del centrosinistra che avevano sostenuto la richiesta di referendum. Prima dell’ingresso in aula, tuttavia, i gruppi di opposizione hanno organizzato una conferenza stampa per rivendicare il significato politico della battaglia condotta contro la legge sui sottosegretari.
Il consigliere regionale Enzo Bruno, di Tridico Presidente, ha definito la vicenda una battaglia sul piano democratico e ha contestato la scelta della maggioranza, sostenendo che sarebbe stato più corretto riconoscere apertamente l’errore compiuto. Bruno ha inoltre richiamato l’udienza del 15 ottobre davanti al Consiglio di Stato, sottolineando come l’abrogazione della legge intervenga mentre è ancora in corso il procedimento giudiziario.
Anche il capogruppo del Partito Democratico, Ernesto Alecci, ha criticato la gestione della vicenda, sostenendo la necessità di una politica regionale maggiormente concentrata sui problemi concreti della Calabria. La consigliera dem Rosellina Madeo ha invece interpretato la retromarcia sui sottosegretari come il risultato del timore di sottoporsi al giudizio degli elettori attraverso il referendum, soprattutto a un anno dalle prossime elezioni.
Sulla stessa linea la consigliera del Movimento 5 Stelle Elisa Scutellà, secondo la quale la decisione sarebbe arrivata anche per evitare le conseguenze politiche che un referendum avrebbe potuto produrre sulla maggioranza regionale. Scutellà ha collegato la vicenda alle ambizioni nazionali di Roberto Occhiuto e alla sua possibile corsa verso la segreteria nazionale di Forza Italia, sostenendo che un risultato negativo alle urne avrebbe potuto rappresentare un ostacolo per il presidente della Regione.
Il centrodestra ha indicato una possibile nuova destinazione per i 7 milioni di euro previsti per lo svolgimento del referendum: le risorse dovrebbero essere utilizzate per finanziare misure di sostegno contro il caro gasolio.
La scelta è stata collegata anche all’intervento del governo nazionale sui prezzi di benzina e gasolio. Secondo Occhiuto, la Regione dovrebbe contribuire allo sforzo per contenere il costo dei carburanti, affiancando le iniziative intraprese dal governo Meloni con le compagnie petrolifere.
L’opposizione ha invece letto la decisione come una conseguenza della crescente protesta contro l’aumento dei costi della politica. Secondo Scutellà, il referendum avrebbe potuto trasformarsi in un giudizio particolarmente negativo per il centrodestra calabrese, in un momento segnato dalle difficoltà economiche e dalla contrarietà a ulteriori spese legate alla politica regionale.
Nel dibattito è entrato anche il libro di Roberto Occhiuto, “Il coraggio di governare”, utilizzato dall’opposizione come elemento di confronto con la vicenda dei sottosegretari. La critica rivolta al presidente della Regione riguarda in particolare la scelta di abrogare la norma senza riconoscere pubblicamente, secondo i consiglieri di minoranza, l’errore politico alla base della sua introduzione.


















