Roberto Occhiuto a 4 di Sera: «La sicurezza è la prima libertà»

Occhiuto a 4 di Sera: «La sicurezza è la prima libertà»
Occhiuto a 4 di Sera: «La sicurezza è la prima libertà»

Il presidente della Regione Calabria interviene su Rete 4 nel dibattito sulle violenze di Milano e critica la sinistra: «Doveva prendere le distanze da chi utilizzava le piazze per legittimare messaggi contro l’Occidente».

«La sicurezza è la prima libertà, soprattutto per i più fragili». È questo il messaggio lanciato da Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria, durante la trasmissione 4 di Sera, condotta da Paolo Del Debbio su Rete 4. Al centro del confronto, le violenze avvenute a Milano nelle scorse settimane e il ruolo della politica nella gestione delle manifestazioni pubbliche.

Intervenendo nel dibattito con Alessia Morani del Partito Democratico, Occhiuto ha ribadito che la sicurezza non può essere considerata soltanto una questione di ordine pubblico, ma rappresenta una condizione essenziale per garantire la libertà dei cittadini.

Il governatore ha richiamato l’esempio di un’anziana che non si sente libera di uscire di casa per paura di essere aggredita nel proprio quartiere. «Significa preoccuparsi della libertà», ha sottolineato, evidenziando come la tutela delle persone più vulnerabili debba essere una priorità.

Il richiamo alla sinistra sulle manifestazioni

Nel suo intervento, Occhiuto ha rivolto una critica a una parte della sinistra, accusandola di non aver preso le distanze con sufficiente chiarezza da chi, a suo giudizio, avrebbe utilizzato alcune manifestazioni per dare visibilità a messaggi estremisti.

Il presidente calabrese ha citato le proteste legate alla questione palestinese, soffermandosi sugli slogan che inneggiavano agli attacchi del 7 ottobre. Secondo Occhiuto, è necessario distinguere nettamente il diritto di manifestare dalla legittimazione della violenza e del terrorismo.

Una posizione che si inserisce nel più ampio confronto politico sulla gestione delle piazze e sulle responsabilità di chi guida il dibattito pubblico.

Sicurezza e prevenzione, il confronto resta aperto

Nel corso della trasmissione, Alessia Morani ha sostenuto che la repressione, da sola, non sia sufficiente a garantire la sicurezza, invocando maggiori investimenti nella prevenzione, nell’educazione e nei centri di aggregazione giovanile.

Anche una studentessa milanese intervenuta nel dibattito ha richiamato la necessità di affrontare il disagio giovanile attraverso strumenti educativi e interventi strutturali, senza limitarsi alla condanna degli episodi di violenza.

Il confronto ha messo in evidenza due priorità che attraversano il dibattito pubblico: garantire la sicurezza dei cittadini e impedire che le manifestazioni degenerino in episodi di violenza, mantenendo ferma la distinzione tra protesta pacifica e comportamenti illegali.

Per Occhiuto, il punto di partenza resta la tutela concreta delle persone: la libertà non può prescindere dalla sicurezza, soprattutto per chi è più esposto e vulnerabile.