Quarta giornata di presidio sulla SS106. A Davoli Marina il vicepresidente della Regione Filippo Mancuso e i sindaci del comprensorio. Alla conferenza stampa il sindaco Giuseppe Papaleo e gli organizzatori Bruno Cavallaro e Vittorio Procopio. Due i temi emersi con forza: la richiesta di non sentirsi abbandonati e la distanza percepita dai grandi media nazionali.
DAVOLI MARINA, 3 OTT 2026 – La protesta contro il caro carburante continua a Davoli Marina e questa mattina ha vissuto una giornata particolarmente intensa, con la presenza delle istituzioni e un confronto diretto con gli organizzatori del presidio.
Sul posto è arrivato il vicepresidente della Regione Calabria Filippo Mancuso, mentre al Centro polifunzionale di Davoli Marina si è svolta una conferenza stampa alla presenza del sindaco Giuseppe Papaleo, che ha fatto gli onori di casa, degli organizzatori Bruno Cavallaro e Vittorio Procopio e di numerosi sindaci del comprensorio, arrivati per ascoltare le ragioni della mobilitazione.
Il presidio, che da giorni interessa l’area di viale Cassiodoro e la SS106, continua a raccogliere agricoltori, autotrasportatori, imprenditori, lavoratori e cittadini.
La passeggiata a Davoli Marina e il minuto di raccoglimento
La mattinata è iniziata direttamente nell’area della protesta. Un gruppo di manifestanti ha percorso viale Cassiodoro, attraversando la zona interessata dal presidio prima in una direzione e poi nell’altra.
Un momento collettivo per mantenere alta l’attenzione sulle ragioni della mobilitazione, che non si è trasformato in uno scontro, ma in un’altra forma di presenza sulla strada.
Durante la mattinata c’è stato anche un momento particolarmente sentito. Uno degli organizzatori ha ricordato un ragazzo scomparso nei giorni scorsi a Soverato e i presenti hanno osservato un minuto di raccoglimento.
Per alcuni istanti il rumore dei mezzi ha lasciato spazio al silenzio.
Il documento degli organizzatori: “Non è solo una questione di gasolio”
Nel corso della conferenza stampa, Bruno Cavallaro e Vittorio Procopio hanno illustrato un documento nel quale vengono raccolte le principali difficoltà denunciate dagli imprenditori e dai lavoratori.
Procopio ha spiegato che, secondo gli organizzatori, il problema non riguarda soltanto il prezzo del carburante, ma un insieme di costi e condizioni che incidono sulla sostenibilità delle attività produttive e, di conseguenza, sulla vita quotidiana delle famiglie.
Tra le questioni indicate figurano il costo del carburante e il rimborso delle accise, il prezzo di vendita dei prodotti agricoli e ittici, la concorrenza dei prodotti provenienti dall’estero, i costi contributivi del personale, le procedure di pignoramento e riscossione, gli aiuti in caso di calamità, la burocrazia per licenze e concessioni e i costi legati ai beni immobili e strumentali delle imprese.
Un elenco che, nelle intenzioni dei promotori, dovrebbe diventare una base di confronto con le istituzioni.
La richiesta di tutelare le produzioni italiane
Tra i temi affrontati c’è anche quello della concorrenza dei prodotti agricoli provenienti dall’estero.
Procopio ha indicato alcune possibili soluzioni: agevolazioni per l’acquisto di prodotti italiani, strumenti di tutela economica delle produzioni nazionali, maggiore tracciabilità e una più chiara indicazione dell’origine dei prodotti, sempre nel rispetto della normativa comunitaria.
Secondo gli organizzatori, il problema supera comunque i confini della Calabria e riguarda l’intero sistema produttivo nazionale.
“Ci sentiamo abbandonati”: la richiesta degli organizzatori
Uno dei passaggi più significativi della conferenza stampa ha riguardato il rapporto con le istituzioni.
Vittorio Procopio ha chiesto ai sindaci presenti di farsi portavoce delle richieste del territorio e ha rivolto lo stesso appello al vicepresidente Mancuso.
Il messaggio è stato chiaro: gli organizzatori non chiedono soltanto la presenza delle istituzioni al presidio, ma risposte concrete.
«Non chiediamo cose impossibili – è stato il senso dell’intervento di Procopio – chiediamo un po’ di dignità, un po’ di lavoro e di essere aiutati a svolgere il nostro lavoro in tranquillità».
Gli organizzatori hanno inoltre lamentato l’assenza, a loro giudizio, delle principali organizzazioni politiche, sindacali e di categoria.
La domanda a Mancuso: “La gente si sente abbandonata”
Al termine della conferenza stampa abbiamo posto proprio questa domanda a Filippo Mancuso: “La gente si sente abbandonata. È davvero così?”
Il vicepresidente della Regione ha respinto questa lettura, ricordando la presenza nei giorni precedenti dell’assessore regionale Giovanni Calabrese e quella di altri rappresentanti della Regione in diversi territori interessati dalla protesta.
Mancuso ha spiegato che la sua presenza a Davoli vuole rappresentare la vicinanza della Regione a una situazione che considera reale e caratterizzata da problemi concreti.
Ha inoltre sottolineato che il caro carburante non è un problema esclusivamente calabrese, ma una questione di carattere nazionale, rispetto alla quale, secondo quanto riferito, il Governo starebbe lavorando a nuove misure.
La protesta e il grande pubblico: “Chi sta raccontando quello che accade?”
L’altro tema emerso con forza durante la conferenza stampa è stato quello della visibilità nazionale della mobilitazione.
Procopio ha rivolto parole critiche ai grandi media nazionali, sostenendo che la protesta calabrese non avrebbe ricevuto un’attenzione proporzionata alla sua portata.
Ha invece ringraziato le televisioni regionali, la stampa locale e i social, che secondo gli organizzatori hanno consentito di far conoscere fuori dai territori interessati ciò che sta accadendo.
È un tema che Calabria Magnifica ha sollevato già nei giorni scorsi, dopo aver seguito direttamente il presidio di Davoli con articoli, video e testimonianze.
E proprio per questo, durante l’intervista a Mancuso, abbiamo posto una seconda domanda: “L’impressione che abbiamo avuto è che non ci sia un’attenzione nazionale su quello che sta accadendo qui in Calabria. È così?”
La risposta del vicepresidente è stata diversa dalla lettura degli organizzatori. Mancuso ha sostenuto che non è corretto considerare la questione come un problema esclusivamente calabrese, richiamando le iniziative che, secondo quanto riferito, il Governo starebbe predisponendo per affrontare l’aumento dei costi e del carburante.
Ne emerge così un confronto su due piani diversi: gli organizzatori chiedono maggiore attenzione, rappresentanza e risposte; la Regione rivendica invece la propria presenza e inserisce la protesta all’interno di una questione nazionale.
Mancuso sull’assenza di Occhiuto: “È a Roma per portare le istanze al Governo”
Durante l’intervista abbiamo chiesto anche al vicepresidente perché Roberto Occhiuto non fosse presente a Davoli Marina.
La risposta di Mancuso è stata che il presidente della Regione si trova a Roma con l’obiettivo di portare direttamente al Governo le istanze provenienti dalla Calabria.
Una risposta che arriva mentre il presidio continua e mentre gli organizzatori chiedono alle istituzioni un confronto che vada oltre la presenza fisica sul luogo della protesta.
La protesta di Davoli Marina potrebbe cambiare forma
Nel corso della conferenza stampa, Procopio ha spiegato che gli organizzatori stanno valutando una fase di distensione per ridurre i disagi provocati dal presidio alla popolazione e alle attività di Davoli.
L’ipotesi è quella di allentare il blocco e dare un segnale di distensione, senza però considerare conclusa la mobilitazione.
Gli organizzatori chiedono risposte nel corso della prossima settimana. In caso contrario, hanno annunciato che la protesta potrebbe riprendere con modalità più incisive e anche in altri territori.
La mobilitazione, quindi, resta aperta.

















